L’ATS di Pavia ha conquistato il terzo posto al XV Premio Alesini “Buone Pratiche in Sanità” grazie al progetto di radiologia domiciliare, attivo dal novembre 2022, con 939 prestazioni effettuate. Il servizio consente ai pazienti non trasportabili e agli ospiti delle Rsa di ricevere esami a domicilio, riducendo gli spostamenti e migliorando l’accesso alle cure per le persone più fragili.
ATS Pavia vince il Premio Alesini
La possibilità di ricevere esami radiologici direttamente a casa, senza affrontare trasferimenti difficili o dolorosi, ha ottenuto un riconoscimento nazionale. L’ATS di Pavia si è classificata al terzo posto ex aequo nell’area Welfare culturale della XV edizione del Premio Alesini “Buone Pratiche in Sanità”, grazie al progetto dedicato alla promozione della radiologia domiciliare sul territorio provinciale.
Il riconoscimento è stato consegnato a Roma lo scorso 8 ottobre 2026, durante la cerimonia di premiazione. A ritirarlo è stata Lorella Cecconami, direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute di Pavia. Il premio valorizza le iniziative capaci di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, favorire l’accessibilità delle cure e mettere al centro la persona.
Radiologia domiciliare a Pavia, 939 prestazioni dal 2022
Il progetto premiato è stato avviato dall’ATS di Pavia nel novembre 2022 con l’obiettivo di garantire prestazioni radiologiche ai pazienti che non possono essere trasportati, in particolare a quelli residenti nelle aree interne del territorio e agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa).
Dall’attivazione del servizio sono state effettuate 939 prestazioni radiologiche a domicilio, un dato che testimonia il riscontro ottenuto tra gli utenti e gli operatori sanitari coinvolti. L’iniziativa consente di avvicinare la diagnostica alle persone che, a causa delle proprie condizioni, incontrano maggiori ostacoli nell’accesso alle strutture sanitarie.
Il premio Alesini
Nella motivazione del riconoscimento, la giuria ha evidenziato il valore sociale del servizio, definendolo un “servizio ormai consolidato sul territorio, capace di abbattere le disuguaglianze e di generare un reale cambiamento per le fasce di popolazione più vulnerabili”.
Tra gli aspetti apprezzati c’è la capacità del progetto di adattare l’assistenza alle esigenze dei pazienti e del loro contesto familiare. La giuria ha sottolineato l’importanza di mettere “la persona e il suo ambiente familiare al centro della cura, fornendo prestazioni radiologiche direttamente al domicilio dei pazienti residenti in aree interne e classificati come non trasportabili o nelle RSA”.
Meno spostamenti e maggiore attenzione ai pazienti fragili
La radiologia domiciliare permette di evitare trasferimenti complessi per le persone allettate o con gravi difficoltà di mobilità, riducendo i disagi per i pazienti e per chi li assiste. Gli esami possono essere eseguiti in un ambiente familiare e rassicurante, con l’obiettivo di garantire tempi adeguati per la diagnosi e la continuità dell’assistenza.
Il servizio risponde così a una necessità concreta del territorio pavese, dove le distanze e le caratteristiche geografiche di alcune aree possono rendere più complicato raggiungere le strutture sanitarie. La possibilità di effettuare gli accertamenti direttamente al domicilio contribuisce a migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro caregiver, limitando le difficoltà legate all’organizzazione degli spostamenti.
“Al centro i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie”
Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa da Lorella Cecconami, direttore generale dell’ATS di Pavia, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa per la popolazione più vulnerabile.
“Questo riconoscimento, di cui sono molto orgogliosa, valorizza un’esperienza che risponde a un bisogno concreto del nostro territorio, caratterizzato da aree geograficamente complesse e da una popolazione che può incontrare maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. La radiologia domiciliare ci permette di avvicinare le prestazioni diagnostiche alle persone più fragili, evitando loro spostamenti difficili e mettendo al centro i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. È un risultato reso possibile dalla collaborazione tra le diverse realtà sanitarie coinvolte, alle quali va il nostro ringraziamento”.
Il terzo posto al Premio Alesini conferma il valore di un modello assistenziale che punta a rendere le cure più accessibili e vicine alle persone, con particolare attenzione a chi rischia di incontrare maggiori difficoltà nell’ottenere prestazioni diagnostiche.
