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Disabile picchiato e deriso sul web: denunciati sei giovani per la gogna social a Belgioioso

Sarebbe stato aggredito tre volte nella stessa notte, il 12 settembre, in piazza Vittorio Veneto: i video delle violenze sarebbero poi stati diffusi online

Disabile picchiato e deriso sul web: denunciati sei giovani per la gogna social a Belgioioso
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Sei ragazzi sono stati denunciati dai Carabinieri per il pestaggio di un 33enne con disabilità avvenuto a Belgioioso il 12 settembre 2026: il 33enne sarebbe stato aggredito in tre momenti distinti della stessa notte. Le violenze sarebbero poi state filmate e diffuse sui social. Tra le accuse contestate figurano lesioni aggravate, diffamazione, trattamento illecito di dati personali e omissione di soccorso.

Disabile picchiato e deriso sul web

Un’aggressione ripetuta, ripresa con i cellulari e trasformata in uno spettacolo da condividere sui social. È quanto sarebbe accaduto a Belgioioso, dove un 33enne con disabilità è stato picchiato da un gruppo di giovani. Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione locale hanno portato alla denuncia in stato di libertà di sei presunti responsabili, chiamati a rispondere, a vario titolo, di diversi reati legati alle violenze e alla successiva diffusione dei filmati.

L’aggressione

I fatti risalgono alla notte del 12 settembre 2026 e si sarebbero verificati nei pressi dell’incrocio tra piazza Vittorio Veneto e via Cairoli, nel centro di Belgioioso. Secondo quanto riportato in un comunicato stampa dei Carabinieri, la vittima sarebbe stata presa di mira per motivi ritenuti futili. L’aggressione non si sarebbe consumata in un unico momento, ma in tre distinte fasi nel corso della stessa serata. In ciascuna occasione, il 33enne sarebbe stato colpito e percosso, riportando lesioni fisiche e subendo un grave trauma.

Gli accertamenti dei militari hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio e di individuare sei persone ritenute coinvolte, con ruoli che sono ancora oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.

I video delle violenze diffusi sui social

A rendere ancora più grave la vicenda sarebbe stata la condotta successiva all’aggressione. Le violenze sarebbero state riprese con i telefoni cellulari e i filmati sarebbero stati pubblicati e condivisi sulle principali piattaforme social.

La diffusione delle immagini avrebbe esposto il 33enne a ulteriori forme di umiliazione, trasformando l’aggressione fisica in un episodio di possibile cyberbullismo. Gli investigatori contestano anche condotte legate alla diffusione non autorizzata dei filmati e al trattamento illecito dei dati personali della vittima.

Il 33enne, a seguito delle lesioni riportate e del trauma subito, si trova attualmente in una comunità terapeutica, dove è seguito da personale specializzato.

Sei denunciati

Al termine delle indagini, i Carabinieri di Belgioioso hanno denunciato in stato di libertà sei presunti responsabili. La documentazione raccolta è stata trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia e alla Procura per i minorenni di Milano, in considerazione della presenza di giovani tra le persone coinvolte.

Le contestazioni, formulate a vario titolo e in concorso, comprendono le lesioni personali aggravate, in relazione alle percosse e alla condizione di minorata difesa della vittima, la diffamazione aggravata e il trattamento illecito di dati personali, in riferimento alla registrazione e alla diffusione dei video.

Tra le ipotesi di reato figura inoltre l’omissione di soccorso, per la mancata assistenza che sarebbe stata dovuta al 33enne dopo l’aggressione.

Gli accertamenti riguardano anche le disposizioni previste dalla legge 71/2017 e dalle successive integrazioni, che disciplinano la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, con particolare attenzione alla tutela dei minori e dei giovani.

Indagini ancora in corso

I Carabinieri proseguono gli approfondimenti sotto la direzione delle competenti autorità giudiziarie, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità individuali e definire il ruolo che ciascuno dei sei denunciati avrebbe avuto nelle diverse fasi dell’episodio.

La denuncia in stato di libertà non equivale a una condanna: le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.