A Pometo, un 51enne ai domiciliari ha rapito 7.600 euro alle poste armato di fucile, ma è stato tradito dal portafoglio perso durante la fuga. I Carabinieri lo hanno arrestato ritrovando refurtiva e arma nascoste in un tombino.
Arrestato 51enne
La fuga dopo l’assalto armato all’ufficio postale è durata una manciata di minuti, cancellata da una distrazione decisiva lasciata sull’asfalto. Un uomo di 51 anni (classe 1975), originario di Palermo ma residente in Oltrepò Pavese, è finito ammanettato dai Carabinieri della Compagnia di Voghera con la pesante accusa di rapina a mano armata. Il 51enne, che al momento dei fatti si trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari proprio nel comune pavese, è stato subito trasferito nel carcere di Torre del Gallo a Pavia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il colpo alle Poste
L’episodio si è consumato all’interno dello sportello postale di Pometo, centro abitato del comune di Colli Verdi. Con il volto coperto da una maschera e imbracciando un fucile, il rapinatore ha fatto irruzione nei locali seminando il panico tra i presenti. Sotto la minaccia dell’arma, si è fatto consegnare dai dipendenti circa 7.600 euro in contanti per poi darsi immediatamente alla fuga. Fortunatamente, nonostante la grande tensione all’interno della filiale, nessuna persona è rimasta ferita durante le fasi del colpo.
La carta d’identità persa nella fuga
L’allarme scattato tempestivamente ha fatto confluire in zona diverse pattuglie dell’Arma. A dare una svolta immediata alle indagini guidate dai militari della Compagnia di Voghera è stato un dettaglio fondamentale emerso durante la perlustrazione delle vie limitrofe. A poca distanza dall’ufficio postale, i Carabinieri hanno infatti recuperato un portafoglio smarrito durante la corsa: all’interno vi erano i documenti d’identità riconducibili a un noto pregiudicato della zona, già condannato in passato per reati specifici contro il patrimonio e attualmente ai domiciliari a Pometo.
Refurtiva e fucile nascosti in un tombino
Ottenuto il riscontro sul proprietario del documento, le forze dell’ordine si sono precipitate presso l’abitazione dell’uomo per effettuare un controllo straordinario. Nel corso della meticolosa perquisizione dell’immobile e delle sue pertinenze, i militari hanno notato un tombino sospetto. All’interno della condotta idrica erano stati occultati tutti gli elementi del colpo: la maschera utilizzata per travisarsi il volto, uno zaino contenente l’intera refurtiva di 7.600 euro e un fucile a canne mozze, pronto all’uso, carico e con la matricola abrasa per impedirne il tracciamento.
Il trasferimento in carcere
Tutti i beni sono stati posti sotto sequestro: l’arma verrà sottoposta agli accertamenti balistici di rito, mentre la somma di denaro è stata interamente recuperata per la restituzione all’ente postale. Al termine delle formalità nella caserma dell’Arma, per il 51enne si sono aperte le porte della casa circondariale di Pavia, dove resta incarcerato in attesa dell’udienza di convalida da parte del Giudice per le Indagini Preliminari.
