MEDICINA

Tumori del timo, Pavia fa rete: la nuova alleanza tra San Matteo e Mondino per diagnosi e cure veloci

Firmato un protocollo d'intesa per guidare passo dopo passo i pazienti colpiti da questa rara neoplasia e spesso affetti da miastenia grave. Attivo il nuovo percorso multidisciplinare RITTM

Tumori del timo, Pavia fa rete: la nuova alleanza tra San Matteo e Mondino per diagnosi e cure veloci

Fondazione Mondino e Policlinico San Matteo di Pavia hanno attivato la rete RITTM per offrire un percorso multidisciplinare unico nella diagnosi e cura dei tumori del timo e della miastenia grave. Il protocollo garantisce presa in carico immediata, assistenza personalizzata con Case Manager ed esami integrati per i pazienti del territorio.

Tumori del timo

Una svolta nell’assistenza sanitaria e oncologica all’ombra del Ticino. La Sanità pavese unisce le forze per offrire una risposta immediata e integrata a chi si trova ad affrontare una malattia rara e complessa: la Fondazione Mondino e il Policlinico San Matteo di Pavia hanno siglato un importante protocollo interaziendale per la gestione unitaria dei tumori epiteliali del timo. Una sinergia d’eccellenza che abbatte i tempi d’attesa e azzera le frammentazioni burocratiche, mettendo al centro un unico percorso assistenziale.

Il nuovo percorso RITTM

Grazie all’accordo, prende ufficialmente il via il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) coordinato dalla RITTM (Rete Interaziendale per la diagnosi e il Trattamento dei Timomi e della Miastenia gravis). Il protocollo è pensato per prendere in carico sia i cittadini pavesi che si rivolgono ai servizi ambulatoriali, sia i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere dell’intera provincia.

I tumori della ghiandola timica (situata nel torace, dietro lo sterno) comprendono timomi, carcinomi timici e tumori neuroendocrini. Si tratta di neoplasie rare: il timoma registra circa 0,15 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti, riscontrati prevalentemente tra i 50 e i 60 anni.

Il legame con la miastenia grave e la diagnosi precoce

Oltre un terzo dei casi presenta una stretta correlazione con patologie autoimmuni: fino al 50% dei pazienti sviluppa infatti la miastenia gravis, una malattia neuromuscolare debilitante causata da anticorpi che bloccano il segnale nervoso verso i muscoli. Spesso, inoltre, la presenza del tumore viene scoperta del tutto casualmente nel corso di TAC o radiografie eseguite per altri motivi.

Come accedere al circuito di cura

Entrare nel circuito di cura pavese sarà semplice e immediato. Il paziente potrà accedere alla rete su indicazione del proprio medico di medicina generale, dopo un reperto occasionale, durante un ricovero o persino contattando direttamente la RITTM per un’iniziale televisita.

Un medico specialista del San Matteo avvierà subito l’iter diagnostico e di stadiazione. Parallelamente, il paziente verrà affiancato da un Case Manager infermieristico, una figura di riferimento costante per il malato e la sua famiglia. Sarà il Case Manager a coordinare le visite, armonizzare il lavoro dei medici, programmare la dimissione e organizzare l’eventuale assistenza a domicilio.

Meeting multidisciplinari

Il punto di forza dell’alleanza pavese risiede nell’approccio corale. Ogni singolo caso viene analizzato in meeting multidisciplinari da una squadra di specialisti: chirurgo toracico, neurologo, oncologo, pneumologo, radiologo, radioterapista, medico nucleare e anatomopatologo. Tra le indagini principali rientrano TC del torace, PET e biopsie istologiche.

In presenza di campanelli d’allarme riconducibili alla miastenia gravis — quali diplopia (visione doppia), difficoltà di deglutizione, spossatezza muscolare o problemi respiratori — entra in scena la Struttura Complessa di Neurologia della Fondazione Mondino. I neurologi del Mondino effettueranno i test specialistici e monitoreranno l’efficacia delle terapie, mantenendo un contatto costante con la Chirurgia Toracica del San Matteo.

Ricerca internazionale

La struttura del Policlinico San Matteo partecipa inoltre a TYME, un network di ricerca internazionale che raccoglie dati clinici sui tumori timici per favorire lo sviluppo di studi scientifici e consentire l’accesso a terapie sperimentali all’avanguardia. Fondamentale resta infine il ruolo dei medici di famiglia della provincia, attivi sia nella fase di sospetto diagnostico sia nel successivo follow-up sul territorio.

Per richiedere informazioni, segnalare casi o accedere al servizio della rete RITTM, sono attivi i seguenti canali per cittadini e sanitari: