CRONACA

Prestiti con interessi del 240% e minacce: 76enne del Pavese arrestato per usura ed estorsione

L'uomo è accusato anche di riciclaggio: sequestrati oltre 43mila euro e una pistola

Prestiti con interessi del 240% e minacce: 76enne del Pavese arrestato per usura ed estorsione

Un 76enne della provincia di Pavia è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per usura con tassi al 240%, estorsione ai danni di imprenditori e riciclaggio. Durante i controlli è stato trovato anche in possesso di 43mila euro in banconote macchiate da un assalto all’ATM e di una pistola illecita.

Usura ed estorsione

Un 76enne residente in provincia di Pavia è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di usura, estorsione e riciclaggio. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano.

L’indagine è stata condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Paderno Dugnano e ha preso avvio dalla denuncia presentata da un imprenditore che si era rivolto al 76enne per ottenere un prestito di denaro in un momento di difficoltà economica.

Interessi del 240% annuo

Secondo quanto ricostruito, quello che inizialmente sarebbe stato un prestito tra conoscenti si sarebbe trasformato in un rapporto caratterizzato da richieste di interessi particolarmente elevati. Gli approfondimenti della Guardia di Finanza avrebbero permesso di individuare altre quattro presunte vittime, tutte imprenditori che si sarebbero trovati in condizioni di temporanea difficoltà economica.

Il meccanismo ricostruito dagli investigatori prevedeva il pagamento mensile di una somma pari al 20% del capitale ricevuto a titolo di soli interessi, corrispondente a un tasso annuo del 240%. In caso di mancato pagamento, gli interessi sarebbero stati aggiunti al debito iniziale, generando ulteriori interessi e facendo crescere progressivamente la somma da restituire.

 

Minacce anche ai familiari

In uno degli episodi contestati, secondo l’accusa, il 76enne avrebbe utilizzato ripetute intimidazioni per ottenere dalla vittima il denaro richiesto. Le minacce avrebbero riguardato non soltanto l’imprenditore coinvolto, ma anche i suoi familiari. Per questo episodio è stata contestata anche l’ipotesi di estorsione.

Furto al bancomat

Nel corso delle indagini sarebbe inoltre emerso un ulteriore profilo legato al riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Durante un controllo della Guardia di Finanza, l’uomo sarebbe stato trovato in possesso di oltre 43mila euro in contanti, costituiti da banconote macchiate di inchiostro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il denaro sarebbe provenuto dal furto con effrazione commesso ai danni di uno sportello ATM. Il 76enne, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe occupato della “ripulitura” delle banconote con la collaborazione di altre persone.

Sequestrata anche una pistola

Nello stesso controllo i Finanzieri hanno trovato anche una pistola detenuta illegalmente, insieme alle relative munizioni. Per la detenzione illecita dell’arma l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato. L’attività investigativa ha quindi portato alla contestazione di un quadro che comprende, secondo le accuse, usura, estorsione e riciclaggio, con il 76enne residente nel Pavese destinatario della misura cautelare in carcere.

La Guardia di Finanza sottolinea l’impegno nel contrasto ai fenomeni di usura, in particolare nei confronti di persone e imprenditori che si trovano in condizioni di difficoltà economica e possono diventare vulnerabili alle richieste di soggetti che prestano denaro a condizioni illegali. Il 76enne è sottoposto alle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, deve essere considerato non colpevole fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.