LA DECISIONE

Garlasco, la Procura chiude le indagini su Sempio: “Alberto Stasi poteva essere scagionato nel 2007”

Notificato l’avviso di conclusione indagini: dalle nuove perizie medico-legali emerge un’aggressione prolungata prima della morte di Chiara Poggi

Garlasco, la Procura chiude le indagini su Sempio: “Alberto Stasi poteva essere scagionato nel 2007”

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi confermando le accuse su Andrea Sempio dopo nuove perizie su aggressione e impronte. Dagli atti emerge inoltre il giallo di analisi del DNA del 2007 mai inserite nel processo a carico di Alberto Stasi.

Garlasco: la Procura chiude le indagini su Sempio

Una fitta rete di riscontri scientifici, perizie incrociate, un’ipotesi di aggressione prolungata e un’ombra sulle analisi effettuate 19 anni fa. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415 bis c.p.p.) nell’ambito del procedimento penale sull’omicidio di Chiara Poggi, depositando tutti gli atti e le attività integrative svolte.

L’ipotesi d’accusa nei confronti di Andrea Sempio resta invariata. Decorsi i termini di legge, i magistrati pavesi assumeranno le determinazioni finali sull’esercizio dell’azione penale.

La dinamica dell’aggressione

Negli ultimi mesi le indagini tecniche si sono concentrate sulle tesi formulate dalla difesa dell’indagato. Il consulente della Procura, Colonnello Andrea Berti, ha esaminato la relazione del tecnico della difesa Armando Palmegiani, incentrata sulle macchie ematiche, sulla zona del telefono e sul percorso dell’aggressore.

Dalle valutazioni della Procura è emersa la netta distinzione tra dati oggettivi supportati da riscontri materiali — già confermati nelle precedenti perizie — e le ipotetiche ricostruzioni della difesa, ritenute prive di un riscontro diretto sul campo.

Impronta 33 e misura di scarpa

Sotto la lente degli esperti della Procura — il Tenente Colonnello Gianpaolo Iuliano e il Dottor Nicola Caprioli — sono finite anche la nota difesa sulla celebre “impronta 33” e la comparazione calzaturiera relativo alla traccia di scarpa rinvenuta nella villetta di Garlasco.

Secondo i consulenti del PM, gli elementi apportati dalla difesa non modificano le conclusioni già note sull’impronta. Inoltre, le analisi eseguite non permettono di sostenere un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia rilevata sulla scena del crimine. Una successiva nota integrativa ha confermato la compatibilità tra le misure del piede dell’indagato e una scarpa modello Frau taglia 42.

Sul fronte genetico, le deduzioni della consulente della difesa Marina Baldi sono state analiticamente confutate dai periti della Procura, il Professor Carlo Previderè e la Dottoressa Pierangela Grignani.

Perizia medico-legale: “Chiara cercò di difendersi”

Di fondamentale importanza risultano gli approfondimenti affidati alla Professoressa Cristina Cattaneo e al Professor Biagio Eugenio Leone. L’esame istopatologico sui reperti e l’analisi del digesto (mai eseguita prima dell’attuale procedimento) hanno confermato sia l’intervallo cronologico della morte sia la causa principale del decesso, individuata nella lesione all’occipite.

Il quadro lesivo complessivo indica che la morte non è stata immediata. La convergenza dei dati analizzati rafforza l’ipotesi che le lesioni extracraniche si siano prodotte durante una colluttazione o un’azione aggressiva prolungata nel tempo. Durante questo assalto, Chiara Poggi avrebbe tentato una difesa passiva e non si esclude persino un tentativo di difesa attiva. È stata invece esclusa la tesi difensiva secondo cui le lesioni sarebbero derivate soltanto da urti o cadute accidentali.

L’intervallo di sopravvivenza della vittima è stato ulteriormente approfondito con indagini immunoistochimiche: i risultati indicano che le lesioni si sono verificate tra i 15 e i 30 minuti prima del decesso, senza escludere una sopravvivenza prolungata fino a 60 minuti. Il ritrovare particole ferrose su anca, braccio e coscia avvalora ulteriormente la presenza di ferite da difesa.

Il giallo dei “Raw Data” del 2007

Nel corso dell’inchiesta è emerso un elemento destinato a far discutere. È stata acquisita una consulenza dei tecnici della difesa di Alberto Stasi (i Dottori Ugo Ricci e Pasquale Linarello) basata sui Raw Data consegnati dalla Procura di Pavia dal RIS di Parma nel novembre 2025.

Dall’analisi di questi dati grezzi sono spuntate due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007 relative al reperto “bu_p” (il pedale della bicicletta Umberto Dei da cui fu estratto il DNA attribuito alla vittima, elemento chiave per il fermo di Stasi). Tali contro-analisi diedero esito completamente negativo il giorno successivo alla prima estrazione, ma di tali tracciati negativi non vi è traccia in alcun atto del processo a carico di Alberto Stasi.

I consulenti della Procura di Pavia, Previderè e Grignani, hanno confermato l’esistenza di queste analisi negative del 2007, evidenziando che all’epoca sarebbe stato necessario un approfondimento tecnico che non risulta mai essere stato effettuato. La Procura sta svolgendo accertamenti per ottenere chiarimenti dal personale del RIS dell’epoca.

Test sugli intonaci e la perizia psichiatrica

Tra gli altri accertamenti depositati figurano quelli del RIS di Roma sulle macchie ematiche deposte su supporti murari: le prove mostrano che l’effetto inibente dei minerali dell’intonaco può celare la presenza di DNA o produrre test quantitativi negativi anche in presenza di sangue.

Si registra infine lo stop alla perizia psichiatrica su Andrea Sempio. Il perito incaricato, Professor Roberto Catanesi, ha comunicato di aver analizzato tutti gli atti, aggiungendo però nella sua nota:

“Sono emersi dati di indubbio interesse che tuttavia – come già chiarito oralmente – richiedono necessariamente – per una risposta ai quesiti che possa dirsi metodologicamente adeguata al contesto di indagine – il confronto ed il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto sulla persona dell’indagato”.

Poiché Sempio si è rifiutato di sottoporsi a visita clinica, il consulente ha dichiarato di non avere elementi sufficienti per formulare risposte metodologicamente ineccepibili. Gli accertamenti sulla sua capacità sono pertanto momentaneamente sospesi.

La Procura di Pavia ha precisato che nessuna richiesta formale di revisione della sentenza di condanna per Alberto Stasi è stata finora avanzata al Procuratore Generale, il quale viene costantemente informato degli sviluppi. Spetterà ora ai giudici del Tribunale di Pavia valutare il complesso del quadro probatorio raccolto.

TUTTI GLI ALTRI NOSTRI ARTICOLI SUL DELITTO DI GARLASCO