Il 28 settembre 2026 scade il termine entro cui la Procura di Pavia dovrà decidere come procedere nell’inchiesta sul delitto di Garlasco e sull’indagine che coinvolge Andrea Sempio. Restano al centro degli accertamenti il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi, l’impronta sul pavimento e la perizia psichiatrica.
Garlasco, il 28 settembre la Procura deve decidere
Il calendario dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi porta la Procura di Pavia a una scadenza decisiva. Entro il 28 settembre 2026 i pubblici ministeri dovranno infatti stabilire come procedere nei confronti di Andrea Sempio, attualmente indagato nell’ambito della nuova fase investigativa sul delitto di Garlasco.
La decisione arriva dopo mesi di nuovi accertamenti tecnici e di esami sulle tracce raccolte nella villetta di via Pascoli, dove Chiara Poggi venne uccisa il 13 agosto 2007. Sul tavolo degli inquirenti ci sono in particolare gli approfondimenti sul DNA, sull‘impronta a pallini individuata sul pavimento e sulle caratteristiche antropometriche dell’indagato.
Quattro consulenze per gli approfondimenti
La Procura di Pavia ha disposto quattro consulenze tecniche dopo la notifica, l’8 maggio 2026, dell’atto di chiusura delle indagini. Il provvedimento ha permesso alla difesa di accedere agli atti e di presentare proprie osservazioni e consulenze.
Tre degli approfondimenti risultano già consegnati. Si tratta dell’analisi genetica sul materiale rinvenuto sotto le unghie di Chiara, degli accertamenti sull’impronta presente sul pavimento e delle misurazioni antropometriche di Sempio.
Resta invece atteso il quarto elaborato, quello relativo alla perizia psichiatrica affidata al medico legale e psichiatra forense Roberto Catanesi.
La perizia psichiatrica
L’incarico affidato a Catanesi riguarda la valutazione dello stato mentale di Sempio al momento dei fatti. Il deposito della relazione completerà il quadro degli accertamenti tecnici disposti dalla Procura.
Una volta ricevuto l’elaborato, la difesa avrà a disposizione il termine previsto per esaminare il contenuto e presentare eventuali osservazioni. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti stanno seguendo l’attività difensiva e hanno già contestato l’interpretazione di alcuni degli elementi tecnici acquisiti nell’inchiesta.
DNA e impronta sul pavimento
Tra i punti maggiormente esaminati dagli investigatori c’è il materiale genetico maschile individuato sui bordi ungueali di Chiara Poggi. Il genetista Carlo Previderè ha riesaminato questo elemento anche alla luce delle osservazioni presentate dalla difesa.
Secondo quanto riportato nel materiale dell’inchiesta, il profilo genetico è stato considerato compatibile con la linea genetica paterna della famiglia di Sempio. La difesa sottolinea però che una compatibilità di linea non equivale, di per sé, all’identificazione certa di una persona e pone interrogativi sulle modalità e sui tempi con cui il materiale genetico sarebbe potuto entrare in contatto con la vittima.
Un altro fronte riguarda l’impronta a pallini individuata sul pavimento della villetta di via Pascoli. La medico legale Cristina Cattaneo ha effettuato le misurazioni del piede di Sempio per confrontarle con la traccia. Le consulenze sull’impronta sono state curate da Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Un primo rapporto era stato depositato il 7 settembre, mentre un ulteriore elaborato è stato consegnato il 23 settembre.
Cosa può accadere dopo il 28 settembre
La scadenza fissata per il 28 settembre 2026 apre diversi scenari sul futuro dell’inchiesta. La Procura potrebbe ritenere conclusi gli accertamenti e procedere verso una richiesta di rinvio a giudizio.
Un’altra possibilità è la richiesta di proroga delle indagini, qualora gli approfondimenti non fossero considerati ancora sufficienti o conclusivi. In questo caso sarebbe necessario l’intervento del giudice competente.
Il terzo scenario è quello dell’archiviazione, qualora gli elementi raccolti non fossero ritenuti sufficienti a sostenere l’accusa nei confronti dell’indagato.
La decisione sulla richiesta della Procura spetterà comunque al giudice per le indagini preliminari, che dovrà valutare gli elementi contenuti nel fascicolo.