ARTE

“Prati e colline della Val Curone”, capolavoro ritrovato di Pellizza da Volpedo in mostra a Belgioioso

La rara tela del 1895, rimasta in collezione privata per decenni, sarà il pezzo forte di BE ART 2026 dal 25 al 27 settembre

“Prati e colline della Val Curone”, capolavoro ritrovato di Pellizza da Volpedo in mostra a Belgioioso

Dopo 27 anni di assenza dal pubblico, il raro paesaggio del 1895 “Prati e colline della Val Curone” di Giuseppe Pellizza da Volpedo torna in mostra. L’opera sarà il pezzo forte della fiera BE ART 2026 dal 25 al 27 settembre al Castello di Belgioioso.

Pellizza da Volpedo in mostra a Belgioioso

Grande evento culturale in arrivo nell’Oltrepò e nel Pavese. Dopo ben ventisette anni dall’ultima apparizione pubblica, un capolavoro dimenticato di Giuseppe Pellizza da Volpedo tornerà a farsi ammirare. La rara opera “Prati e colline della Val Curone”, realizzata nel 1895 dal maestro del Divisionismo, sarà esposta dal 25 al 27 settembre 2026 nelle sale del Castello di Belgioioso in occasione della fiera d’arte moderna e contemporanea BE ART 2026.

Un tesoro scomparso e riemerso sul mercato nel 2025

La storia di questo dipinto è avvolta da un velo di fascino e mistero. Rimasto per decenni custadito gelosamente all’interno di una collezione privata, il quadro era riapparso sul mercato antiquario soltanto nel 2025. Ora, grazie alla galleria alessandrina Echampe Art Gallery, la tela torna finalmente fruibile al grande pubblico e agli appassionati d’arte del territorio.

Il legame con “Il Quarto Stato”

La tela vanta un curriculum espositivo e critico di altissimo profilo. Trattato già nel 1943 da Carlo Carrà nel celebre saggio “Artisti Moderni”, il dipinto fu esposto nel 1920 alla storica “Mostra individuale di Giuseppe Pellizza da Volpedo” presso la Galleria Pesaro di Milano. Fu un evento fondamentale per la storia dell’arte italiana: in quella stessa occasione, infatti, il capolavoro simbolo del pittore, “Il Quarto Stato”, venne acquistato dal Comune di Milano.

PRATI E COLLINE DELLA VAL CURONE (Pellizza da Volpedo) il retro ne racconta la vita

Successivamente, il quadro fu esposto nel 1954 alla Pinacoteca Civica di Alessandria, per poi far perdere le proprie tracce per oltre trent’anni. Quando nel 1986 la professoressa Aurora Scotti, massima esperta dell’artista, ne compilò la scheda per il catalogo generale, non riuscì a reperire l’opera originale. Ciononostante, lo definì uno dei primi e più riusciti esempi di “paesaggio puro” di Pellizza: una composizione rigorosa, basata sul perfetto equilibrio tra linee orizzontali e verticali, giochi di chiaroscuro e lo studio minuzioso delle penombre.

Il ritorno a Belgioioso dopo 27 anni di assenza

Ritrovato sul finire degli anni Novanta, il dipinto fu inserito nel 1999 nella grande antologica dedicata a Pellizza alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino, curata dalla stessa Scotti. Quella torinese fu l’ultima occasione in cui il pubblico poté ammirarlo dal vivo. Oggi, a distanza di ventisette anni, la prestigiosa cornice del Castello di Belgioioso si prepara ad accogliere questo attesissimo ritorno.

Grandi maestri del ‘900 nella Sala degli Stucchi

Il capolavoro di Pellizza da Volpedo rappresenterà il punto culminante del percorso espositivo allestito da Echampe Art Gallery all’interno della suggestiva Sala degli Stucchi. Il progetto della galleria si snoderà lungo un dialogo serrato tra la grande tradizione pittorica a cavallo tra Otto e Novecento e l’arte contemporanea internazionale, affiancando alla tela divisionista le opere di maestri del calibro di Robert Rauschenberg, Jim Dine, Alighiero Boetti, Enrico Baj e Mario Schifano.