In provincia di Pavia raccolte oltre 1.000 firme per la legge regionale “Liberi Subito” sul fine vita, con un ampio sostegno da parte dei cittadini, dei volontari dell’Associazione Coscioni e di numerosi amministratori locali guidati dal sindaco Michele Lissia.
Fine vita, oltre mille firme a Pavia
Una mobilitazione civile straordinaria ha attraversato la provincia di Pavia negli ultimi tre mesi, portando a un risultato che va oltre le aspettative per la proposta di legge di iniziativa popolare regionale sul fine vita, denominata “Liberi Subito”. In tutto il territorio pavese sono state raccolte oltre 1.000 firme, un contributo decisivo per il raggiungimento della quota complessiva lombarda di più di 17.000 sottoscrizioni.
La risposta della comunità locale ha mostrato una profonda sensibilità verso un tema delicato ed eticamente centrale, rimarcando l’esigenza di tempi certi e procedure chiare per il suicidio medicalmente assistito e l’assistenza al termine della vita.
L’adesione della politica locale
A dare forza alla campagna non sono stati soltanto i cittadini, ma anche un folto gruppo di rappresentanti delle istituzioni della provincia che hanno deciso di spendersi in prima persona.
Tra i primi firmatari figura Michele Lissia (PD), sindaco di Pavia, affiancato dalla sindaca di Borgarello, Alberta Samuele (Lista civica), e dalla consigliera provinciale Milena D’Imperio (PD). Significativo l’appoggio giunto dalla giunta e dal consiglio comunale del capoluogo pavese, con il sostegno degli assessori Lorenzo Goppa (M5S) e Matteo Pezza (PD), insieme ai consiglieri comunali Pietro Alongi (PD), Samanta Alloni (Pavia a colori), Tommaso Bernini (Azione), Walter Casali (PD), Fabio Castagna (PD), Lorena Cuccu (PD), Stefano Gorgoni (PD), Angela Gregorini (Azione), Cosimo Lacava (PD), Cristina Niutta (PD), Mariachiara Riccardi (Pavia a colori), Roberto Rizzardi (Per Pavia), Antonio Sacchi (PD), Luca Testoni (AVS) e Michela Viola (Facciamo Centro).
L’iniziativa ha raccolto consensi trasversali anche fuori dal capoluogo: a Borgarello hanno firmato la vicesindaca Laura Baronchelli e l’assessore Stefano Civaschi; a Voghera i consiglieri Marcello Bergonzi Perrone, Alessandro Traversa e Pier Ezio Ghezzi (Civici-Azione); a San Genesio ed Uniti i consiglieri Irina Invernizzi e Fabrizio Comini (Lista Futura).
L’impegno dei volontari
Dietro al traguardo dei mille moduli firmati c’è un lavoro capillare di informazione svolto su tutto il territorio provinciale. Decine di banchetti sono stati allestiti nelle piazze dai volontari e dalle attiviste della Cellula pavese dell’Associazione Luca Coscioni. Un ruolo cruciale è stato svolto da consiglieri e avvocati in veste di autenticatori, garantendo la legalità delle procedure per il deposito.
“Questi numeri dimostrano quanto sia forte anche in Lombardia la richiesta di una legge che garantisca alle persone malate e alle loro famiglie diritti, autodeterminazione e percorsi chiari e rispettosi nelle situazioni di sofferenza irreversibile”, spiegano i promotori della Cellula pavese.
L’orizzonte regionale: ora la palla passa al Pirellone
Con la conclusione della raccolta firme, l’attenzione si sposta ora sul Consiglio Regionale della Lombardia. L’obiettivo dell’Associazione Luca Coscioni è spingere l’amministrazione regionale ad allinearsi ad altre realtà regionali del Paese.
“Dopo le quattro Regioni che hanno già approvato una legge sul fine vita, tra cui recentemente il Veneto, è giunto il momento che anche la Lombardia si doti di una normativa capace di rendere effettivo il diritto di scegliere e, con esso, di renderci tutti più liberi”, sottolineano i rappresentanti dell’associazione, rinnovando i ringraziamenti a tutta la cittadinanza che ha sostanziato la mobilitazione.