Un controllo della Polizia su un furgone sospetto ha portato al sequestro di oltre 1.800 chili di rame rubato. Due 36enni italiani sono stati denunciati per ricettazione. Le indagini proseguono per restituire il materiale ai legittimi proprietari.
Ladri di oro rosso
Un pattugliamento di routine che si trasforma nel blitz decisivo contro la piaga dei furti d’oro rosso in città. Nella mattinata di martedì 8 settembre 2026, l’intuito degli agenti della Squadra Volante di Pavia ha permesso di infliggere un duro colpo alla criminalità locale: all’interno del vano posteriore di un furgone Fiat Ducato intercettato per le vie cittadine, i poliziotti hanno recuperato oltre 1.800 chilogrammi di rame presunto provento di furto, già stipati e pronti per essere piazzati sul mercato nero.
L’inseguimento e l’alt
L’operazione scaturisce dal piano di monitoraggio straordinario disposto dalle forze dell’ordine a seguito dell’impennata di querele e segnalazioni registrate di recente nel capoluogo. Nel mirino dei controlli sono finiti in particolare i veicoli commerciali capaci di stipare materiali ingombranti come cavi elettrici, grondaie e pluviali.
Notato il furgone aggirarsi con atteggiamento sospetto tra i quartieri della città, la pattuglia ha deciso di accodarsi e intimare l’alt per un controllo approfondito. Nonostante l’assenza di resistenza fisica, l’evidente e crescente stato di agitazione manifestato dal conducente e dal passeggero ha spinto gli agenti ad estendere la perquisizione al vano carico.
Nel baule quasi 20 quintali di refurtiva
Una volta spalancati i portelloni posteriori del veicolo, gli uomini della Polizia di Stato si sono trovati di fronte a una montagna di rame — quasi due tonnellate complessive — di cui i due occupanti non sono stati assolutamente in grado di giustificare la provenienza o l’acquisto. L’intero carico e il furgone utilizzato per il trasporto sono stati immediatamente posti sotto sequestro giudiziario per consentire tutti i rilievi e gli accertamenti del caso.
Denuncia per ricettazione
I due uomini a bordo, entrambi italiani di 36 anni, sono stati accompagnati presso gli uffici della Questura per le procedure di identificazione e fotosegnalamento. Al termine degli atti di rito, per entrambi è scattata la denuncia a piede libero per il reato di ricettazione in concorso.
Nel frattempo, le indagini proseguono a ritmo serrato: gli investigatori stanno incrociando i dettagli del materiale sequestrato con la banca dati delle denunce presentate negli ultimi giorni da privati, cantieri e aziende della zona, al fine di individuare i legittimi proprietari e restituire la refurtiva.