La sera del 31 agosto 2026, nel centro della città di Pavia, gli operatori della Polizia di Stato sono intervenuti a seguito di una grave aggressione consumata nei pressi di un esercizio pubblico.
Un quarantacinquenne, recatosi direttamente presso gli uffici della Questura con evidenti tracce di sangue e ferite da taglio al collo e al fianco oltre a varie contusioni, ha chiesto l’intervento sanitario del 118 riferendo di essere stato colpito da un conoscente sessantenne al termine di una lite scaturita da dissidi familiari e motivata dal tentativo di difendere l’ex moglie e la figlia del presunto aggressore.
Il rintracciamento e la resistenza
Gli agenti hanno rapidamente localizzato il sessantenne nei pressi della sua abitazione. Il soggetto ha manifestato fin da subito un atteggiamento ostile, rivolgendo insulti e minacce agli operatori e opponendo una violenta resistenza fisica durante le fasi di identificazione. Nonostante i tentativi di contenimento in sicurezza, il individuo ha continuato a sferrare calci e pugni, danneggiando anche l’interno dell’autovettura di servizio della Polizia.
I disordini in ospedale e le denunce
Trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso cittadino per accertamenti clinici legati al suo stato di forte agitazione, il soggetto ha mantenuto condotte violente anche all’interno dei locali sanitari, colpendo una guardia giurata addetta alla vigilanza.
Durante le fasi operative, un operatore di polizia è rimasto ferito nel corso della colluttazione, ottenendo una prognosi medica di pochi giorni. Sentita l’Autorità Giudiziaria e ricevute le querele di parte, l’aggressore è stato formalmente denunciato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e minacce aggravate, mentre la Questura prosegue le indagini per individuare l’arma impiegata nell’aggressione iniziale.