CRONACA

Finanziere travolto da un’auto in fuga sulla Statale 526: scatta la caccia all’uomo nel Pavese

I militari del Comando di Milano intimano l’alt a una Seat Cupra: il conducente accelera, investe un militare e sparisce verso sud

Finanziere travolto da un’auto in fuga sulla Statale 526: scatta la caccia all’uomo nel Pavese

Un uomo alla guida di un’auto a noleggio ha travolto un finanziere a un posto di blocco a Morimondo, nel Milanese, per poi fuggire verso il Pavese. Il militare non è in pericolo di vita, mentre le forze dell’ordine sono sulle tracce del fuggiasco tramite i varchi di lettura targhe.

Investe un finanziere

Momenti di fortissima tensione e un’ampia operazione di inseguimento stanno caratterizzando le ultime ore lungo l’asse viario che collega il Sud Milanese alla provincia di Pavia. Nella mattinata di giovedì 27 agosto 2026, un posto di blocco della Guardia di Finanza si è trasformato nel teatro di una aggressione stradale, culminata con il ferimento di un finanziere e una repentina fuga ad alta velocità verso il Pavese.

Non si ferma all’alt

I fatti si sono verificati attorno alle ore 8:00 lungo la Statale 526, nel territorio comunale di Morimondo. Tre pattuglie del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano stavano conducendo un servizio ordinario di controllo e presidio del territorio. Notata una Seat Cupra Leon sospetta – successivamente risultata essere stata presa a nolo presso una società di autonoleggio – i finanzieri si sono posizionati per intimare l’alt al conducente.

Alla vista della paletta d’ordinanza, il guidatore, identificato come un uomo di origine nordafricana, anziché arrestare la marcia ha premuto a fondo sull’acceleratore. Nel tentativo disperato di aprirsi un varco e sottrarsi alle verifiche, la vettura ha travolto in pieno uno dei militari posizionati sulla carreggiata, scaraventandolo violentemente a terra. Nel forte impatto, il finanziere ha battuto la testa sull’asfalto, scatenando l’immediato allarme dei colleghi.

In ospedale

La macchina dei soccorsi sanitari si è attivata nell’immediato. Il militare ferito è stato trasportato in ospedale per le prime cure e i necessari accertamenti diagnostici. Fortunatamente, i medici hanno successivamente escluso complicazioni o danni di grave entità, rassicurando i colleghi sulle sue condizioni di salute complessive, per quanto la prognosi rimanga sotto osservazione.

Caccia al fuggitivo

Nel frattempo, sul fronte delle indagini, è scattata una massiccia caccia all’uomo che vede impegnati in modo sinergico diversi corpi delle forze dell’ordine. La Guardia di Finanza ha diramato l’allarme a tutti i comandi di Polizia Locale, Polizia Stradale e Carabinieri dislocati nei territori del Milanese e della provincia di Pavia.

Per stringere il cerchio attorno al fuggitivo prima che abbandoni il mezzo, la targa della Seat Cupra è stata immediatamente caricata nella black list del sistema informatico Selea. Questa tecnologia consente di generare un alert automatizzato e in tempo reale in ogni varco cittadino o stradale presidiato da telecamere di lettura targhe (OCR), tracciando gli spostamenti della vettura e ottimizzando l’intervento delle pattuglie sul campo.

In fuga verso il Pavese

Gli accertamenti e le analisi dei passaggi alle telecamere delineano la figura di un conducente che dimostra una profonda conoscenza della viabilità secondaria a cavallo tra le province di Milano e Pavia. Dopo l’investimento a Morimondo, il pirata della strada si è diretto verso sud: raggiunto il comune di Besate, ha varcato il confine provinciale puntando prima verso Casorate Primo e poi verso Trovo, dove l’occhio elettronico dei varchi di sicurezza lo ha registrato esattamente alle ore 8:15.

Da Trovo, le opzioni di fuga si ramificano. L’ipotesi principale al vaglio degli inquirenti indica che l’uomo possa essersi diretto verso Bereguardo per imboccare rapidamente il raccordo autostradale della A7. Questa manovra si sarebbe resa quasi obbligata considerando che lo storico Ponte delle Barche è attualmente chiuso per interventi di manutenzione straordinaria, precludendo l’accesso diretto alla Lomellina.

Non si esclude, tuttavia, una seconda pista: il fuggiasco potrebbe aver deviato in direzione della Statale 35 dei Giovi attraverso il centro abitato di Battuda, cercando un percorso alternativo e meno presidiato tra le strade di campagna per far perdere definitivamente le proprie tracce. Le indagini e le ricerche sul territorio proseguono a ritmo serrato.