Pavia ha registrato nel primo semestre del 2026 un totale di 2.647 denunce di infortunio, segnando un balzo del +12,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo dato si distingue per diverse ragioni. L’incremento percentuale pavese è il più alto di tutta la regione, staccando province come Monza e Brianza (+10,1%) e Bergamo (+7,8%). La crescita del territorio risulta inoltre quasi il doppio rispetto alla media lombarda, che si attesta al +6,9% con 60.532 casi totali.
Denunce con esito mortale
Nel semestre considerato, a Pavia si sono verificati 3 infortuni mortali. Il dato risulta stabile rispetto ai 3 decessi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene i numeri assoluti siano inferiori rispetto a territori come Milano (21) o Brescia (15), dal sindacato sottolineano come non ci si debba abituare a queste cifre, restando la sicurezza nei luoghi di lavoro una priorità.
Malattie professionali: un dato in controtendenza
A differenza del dato infortunistico, le malattie professionali a Pavia mostrano una lieve flessione, con 76 denunce e una variazione del -6,2%. Questo parametro si pone in controtendenza rispetto al resto della regione, dove le patologie lavoro-correlate sono aumentate in media dell’11,8%.
Analisi e richieste sindacali
Il coordinatore della UIL Pavia, Carlo Barbieri, definisce i dati un “segnale d’allarme preoccupante” per il territorio. La lettura del rappresentante sindacale per la provincia evidenzia la necessità di interventi immediati sul fronte della prevenzione per arrestare la crescita degli incidenti, insieme a controlli mirati per il rafforzamento della vigilanza, specialmente nei settori a rischio e nell’ambito degli appalti. Viene richiesto un impegno corale delle istituzioni per potenziare gli organici dei servizi di prevenzione PSAL delle ATS e garantire presidi di protezione.