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Data center da 5,3 miliardi a Zibido e Lacchiarella: il Governo lo impone, i Comuni chiedono garanzie

Si tratta di un grande campus tecnologico, preoccupano gli effetti che un intervento di queste dimensioni potrebbe avere sul territorio

Data center da 5,3 miliardi a Zibido e Lacchiarella: il Governo lo impone, i Comuni chiedono garanzie

La sindaca Sonia Belloli ha annunciato la volontà di coinvolgere nuovamente Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano, chiedendo che continuino a fornire supporto tecnico e istituzionale.

Data center a Zibido e Lacchiarella, il Governo lo impone

Il Governo ha deciso: il progetto per la realizzazione di un maxi data center tra Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nel Milanese ma a poca distanza dal territorio della provincia di Pavia, è stato dichiarato di preminente interesse strategico nazionale.

Il Consiglio dei ministri ha inserito il programma “K2 Strategic Infrastructure” tra i due grandi interventi destinati alla realizzazione di data center in Italia, per un investimento complessivo di circa 6,8 miliardi di euro. Solo il progetto lombardo vale circa 5,3 miliardi di euro e prevede un campus hyperscale con una capacità complessiva fino a circa 400 megawatt.

Un investimento da 5,3 miliardi

Il programma è promosso dalla società K2 Strategic Infrastructure Italy e prevede la realizzazione del grande campus tecnologico nell’area metropolitana milanese. Secondo quanto comunicato dal ministero, la fase di sviluppo e costruzione dovrebbe durare quattro anni e generare un fabbisogno occupazionale medio stimato di circa 2mila unità lavorative annue.

Il Governo considera l’intervento strategico per rafforzare la sovranità digitale italiana, sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e attirare investimenti ad alto contenuto tecnologico. Il progetto lombardo rappresenta quindi la parte più consistente dei due programmi approvati da Roma.

Il Comune chiede garanzie

Il riconoscimento dell’interesse strategico nazionale non ha però fatto venir meno le preoccupazioni dell’amministrazione comunale di Zibido San Giacomo. La sindaca Sonia Belloli ha annunciato la volontà di coinvolgere nuovamente Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano, chiedendo che continuino a fornire supporto tecnico e istituzionale.

La zona in cui sorgerà:

Al centro delle richieste ci sono gli effetti che un intervento di queste dimensioni potrebbe avere sul territorio e sulla comunità locale. L’amministrazione ha infatti già trasmesso al Ministero le proprie osservazioni, insieme alla raccolta firme promossa dai cittadini e dai Comuni interessati.

Il nodo del consumo di suolo

Tra le questioni sollevate dall’amministrazione c’è soprattutto quella del consumo di suolo. L’assessore Anita Temellini ha sottolineato la necessità di applicare il cosiddetto bilancio ecologico, individuando sul territorio comunale aree già urbanizzate o dismesse.

Questi territori possono essere destinati a interventi di bonifica e rinaturalizzazione per una superficie equivalente a quella occupata dal data center. Una richiesta legata anche alla recente normativa regionale lombarda e ai tavoli di confronto ai quali l’amministrazione comunale ha partecipato per rappresentare le esigenze della comunità.