Il nuovo bollettino ISS al 5 agosto 2026 registra 141 casi confermati di West Nile Virus in Italia e 6 decessi, con la Lombardia in testa a quota 44 contagi. Tra le province lombarde più colpite si segnala anche quella di Pavia.
West Nile Virus
L’emergenza West Nile Virus (WNV) entra nel vivo della stagione estiva e accende i riflettori sulla Lombardia e sul territorio cremonese. Secondo il Report N. 2 della Sorveglianza dei casi umani di West Nile e Usutu virus, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornato al 5 agosto 2026, i casi accertati nell’uomo su scala nazionale sono saliti a 141 (rispetto agli 84 del precedente report), con un totale di 6 decessi registrati finora in Italia.
La Lombardia si conferma l’area più colpita dalla circolazione virale con 44 casi complessivi, seguita da Veneto (22), Piemonte (19) e Lazio (19).
I dati a Pavia
Nel territorio della provincia di Pavia si contano ad oggi 4 casi confermati di infezione da West Nile Virus:
- 3 casi nella forma neuro-invasiva (la variante più severa dell’infezione, che può manifestarsi con meningiti o encefaliti);
- 1 caso sintomatico/febbrile.
Analizzando il quadro regionale della Lombardia (44 casi), la provincia di Cremona si inserisce in una mappa che vede l’infezione diffusa in quasi tutti i principali centri urbani e agricoli della pianura:
- Milano: 13 casi (10 neuro-invasivi, 1 donatore, 2 febbri)
- Cremona: 11 casi (5 neuro-invasivi, 2 donatori, 4 febbri)
- Mantova: 5 casi (1 neuro-invasivo, 4 donatori)
- Monza e Brianza: 4 casi (1 neuro-invasivo, 2 donatori, 1 febbre)
- Pavia: 4 casi (3 neuro-invasivi, 1 febbre)
- Lodi: 3 casi (2 neuro-invasivi, 1 febbre)
- Bergamo: 2 casi (1 donatore, 1 febbre)
- Brescia: 1 caso (1 donatore)
- Lecco: 1 caso (1 donatore)
Inoltre, la Lombardia è l’unica regione in Italia in cui sono stati notificati anche 3 casi di infezione da Usutu virus, un altro arbovirus trasmesso dalle zanzare analogo al West Nile.
Quadro nazionale: 50 province coinvolte
A livello nazionale, la mappa epidemiologica mostra un’espansione del raggio d’azione del virus: sono salite a 50 le province coinvolte distribuite in 16 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna).
Dei 141 casi totali:
- 64 hanno presentato la forma neuro-invasiva (tra cui 1 caso importato dalle Maldive);
- 50 si sono manifestati come forme febbrili (tra cui 1 caso importato dal Burkina Faso);
- 27 sono stati scoperti in donatori di sangue asintomatici grazie ai controlli sistematici previsti dalla rete trasfusionale.
L’individuazione del virus nei donatori asintomatici dimostra l’efficacia dei protocolli di prevenzione adottati dai centri trasfusionali: nelle province in cui è accertata la circolazione virale, scattano automaticamente i test NAT (Nucleic Acid Testing) sulle sacche di sangue o la sospensione temporanea dei donatori che hanno soggiornato nelle zone a rischio.
Come si trasmette e come difendersi
Il West Nile Virus (Virus del West Nile o della Febbre del Nilo Occidentale) è un arbovirus trasmesso all’uomo principalmente attraverso la puntura di zanzare comuni (genere Culex), che si infettano pungendo uccelli selvatici (i veri serbatoi del virus). Il virus non si trasmette da persona a persona tramite contatto diretto.
Sintomi
Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), l’infezione decorre in modo del tutto asintomatico. Nel restanti casi si manifesta con sintomi simili a quelli di un’influenza (febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, sfoghi cutanei). In una piccola percentuale di soggetti (meno dell’1%, soprattutto anziani o persone immunocompromesse), l’infezione può evolvere nella forma neuro-invasiva (encefalite, meningite), richiedendo il ricovero ospedaliero.
Conseguenze e consigli
Non esistendo un vaccino ad uso umano per il West Nile, l’unica arma di difesa efficace è la lotta alle zanzare e la protezione individuale dai morsi:
- Protezione personale: Utilizzare repellenti cutanei omologati, indossare abiti chiari e a maniche lunghe (specialmente al tramonto e di notte, ore di maggiore attività della zanzara Culex).
- Protezione in casa: Installare zanzariere a finestre e porte, o fare uso di diffusori insetticidi negli ambienti chiusi.
- Eliminare i ristagni d’acqua: Svuotare frequentemente sottovasi, secchi, annaffiatoi e contenitori all’aperto. Coprire con teli o coperchi ermetici i fusti di raccolta dell’acqua negli orti ed evitare accumuli di acqua piovana nei giardini per impedire la deposizione delle uova di zanzara.
