Un attivista del gruppo ecologista “Il Bargniff” è stato denunciato dalla Polizia Locale di Pavia per affissione abusiva e imbrattamento, a un mese dalla protesta con manifesti contro le isole di calore in centro. Il collettivo rivendica il diritto di manifestare di fronte all’emergenza climatica e ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese legali.
Denunciato attivista del “Bargniff”
Si accende lo scontro a Pavia tra l’amministrazione cittadina e gli eco-attivisti. A un mese esatto dalla campagna di affissione simbolica condotta nel centro storico per denunciare l’emergenza delle ondate di calore, la Polizia Locale ha identificato e denunciato un giovane del collettivo “Il Bargniff”. Le accuse contestate al giovane attivista sono quelle di imbrattamento e affissione abusiva di manifesti.
Il blitz di luglio
I fatti risalgono all’inizio dello scorso mese di luglio, quando i militanti del Bargniff — realtà ecologista pavese nata sulle ceneri di Fridays For Future Pavia — avevano affisso alcuni manifesti di grandi dimensioni nei punti strategici del centro cittadino. L’iniziativa mirava a portare all’attenzione pubblica i dati shock rilevati dal gruppo durante un monitoraggio sul campo relativo alle “isole di calore” e alle temperature del suolo.
Secondo i dati raccolti dal collettivo nei giorni precedenti al blitz, mentre nelle aree verdi e all’ombra degli alberi la temperatura della città si attestava attorno ai 30°C, nelle grandi piazze e vie lastricate di pietra del centro storico le superfici raggiungevano e superavano abbondantemente i 60°C, trasformando ampie porzioni della città in veri e propri forni a cielo aperto.
La denuncia
A distanza di quattro settimane dall’azione, per uno dei militanti del gruppo è scattata la sanzione formale. Una decisione giudicata dai diretti interessati come l’ennesimo segnale repressivo, volto a mettere il bavaglio a chi chiede interventi urgenti per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici sul territorio pavese.
“Le affissioni sono state 3 e le 2 che hanno riguardato dei muri sono state fatte su aree già sporcate”, spiega il gruppo in una nota. “Dopo un solo giorno sono subito scomparse, quindi la pulizia delle aree è stata rapida e semplice a differenza di quanto costerà all’Italia e al territorio pavese gestire i costi degli attuali eventi siccitosi e dei correlati fenomeni meteorologici estremi”.
L’emergenza estate e gli studi ARPA
La contestazione giudiziaria arriva in un momento critico sul fronte meteorologico locale e nazionale. L’inizio di agosto coincide infatti con l’arrivo della quarta ondata di calore estremo della stagione estiva, un fenomeno che sta mettendo a dura prova la salute pubblica, la tenuta economica e l’agricoltura del territorio.
“Con l’inizio di agosto siamo entrati nella quarta ondata di caldo estremo di questa estate che secondo tutte le stime causerà decine di migliaia di morti in Europa e, secondo Coldiretti, farà perdere una enorme fetta della produzione agricola italiana alzando ulteriormente i prezzi dei prodotti. Dobbiamo difendere il diritto inalienabile alla protesta quando a essere colpito è il nostro futuro e la sopravvivenza del nostro territorio. Il recente studio ARPA commissionato dal Comune è chiaro: se non agiamo, la città diventerà invivibile in pochi decenni”, conclude la nota.
Di fronte al provvedimento scattato dalla Polizia Locale di Pavia, il gruppo ambientalista ha confermato la volontà di proseguire la propria mobilitazione per la tutela dell’ambiente cittadino e ha contestualmente lanciato un appello per coprire i costi legali legati alla difesa dell’attivista sanzionato. La raccolta fondi è stata attivata sulla piattaforma Open Collective CLICCANDO QUI.
