NUMERI ALLARMANTI

Peste suina a Pavia: in tre anni dal primo caso persi il 60% dei maiali. Coldiretti: “L’Europa paghi i danni indiretti”

Allevamenti dimezzati e speculazioni nella provincia pavese dopo il primo focolaio del 2023. A ottobre il confronto decisivo a Bruxelles per ottenere gli indennizzi UE ed erogare i fondi entro il 2027

Peste suina a Pavia: in tre anni dal primo caso persi il 60% dei maiali. Coldiretti: “L’Europa paghi i danni indiretti”

A tre anni dal primo focolaio di Peste Suina Africana nel Pavese, i capi allevati sono crollati di quasi il 60% e le aziende attive sono scese da 180 a 50. Coldiretti chiede ora l’intervento dell’Europa per sbloccare gli indennizzi sui danni indiretti subiti dal comparto.

PSA, tre anni fa il primo caso

A tre anni dal primo caso di Peste Suina Africana (PSA) registrato in un allevamento della provincia di Pavia, il comparto suinicolo continua a fare i conti con una crisi che ha profondamente trasformato il territorio. Il bilancio tracciato da Coldiretti Pavia evidenzia numeri allarmanti: il patrimonio suinicolo si è ridotto di quasi il 60% e decine di aziende hanno cessato l’attività. L’organizzazione agricola chiede ora all’Unione Europea di riconoscere i danni indiretti subiti dagli allevatori e di stanziare risorse per sostenere un settore strategico per l’economia locale.

Il bilancio di tre anni di emergenza

L’epidemia di PSA ha segnato profondamente la provincia di Pavia, uno dei territori più importanti per la suinicoltura italiana. Dai dati diffusi da Coldiretti emerge che i capi allevati sono passati da oltre 233mila a circa 100mila, mentre le aziende attive nel settore sono diminuite da più di 180 a una cinquantina.

“In questo periodo gli allevatori pavesi hanno subito danni diretti e indiretti, oltre a speculazioni per centinaia di milioni di euro – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Ora ci aspettiamo che l’Europa dia una risposta concreta e metta a disposizione le risorse necessarie per sostenere le imprese che si sono sacrificate per salvare l’intero comparto”.

Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia

Le conseguenze della PSA sul territorio pavese

Il primo focolaio in un allevamento della provincia risale all’agosto 2023. Da quel momento il settore ha dovuto affrontare una lunga serie di criticità: dall’abbattimento di quasi 100 mila suini in due anni all’istituzione delle zone di restrizione, passando per i costi imposti dalle misure sanitarie, la contrazione del mercato, l’aumento delle spese di produzione e le ripercussioni delle dinamiche speculative.

“Da allora è stato un susseguirsi di conseguenze devastanti per le aziende agricole – ricorda ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Dall’abbattimento di quasi 100 mila capi in due anni fino alla creazione delle zone di restrizione, passando dall’impatto economico delle misure sanitarie alla contrazione del mercato, senza dimenticare anche l’aumento dei costi di produzione e le dinamiche speculative che hanno finito per penalizzare indiscriminatamente tutti gli allevamenti pavesi, contagiati o meno dalla PSA”.

Aziende dimezzate

Il ridimensionamento del comparto ha colpito una delle aree simbolo della filiera nazionale dei salumi DOP. Nonostante le difficoltà economiche, gli allevatori hanno continuato a investire nelle misure di biosicurezza e a rispettare le prescrizioni imposte dalle autorità sanitarie.

“Un crollo che fotografa la gravità della crisi che ha colpito un territorio centrale per la filiera nazionale dei salumi DOP – dice ancora Silvia Garavaglia – Eppure, nonostante abbiano subito pesanti danni economici, i nostri allevatori hanno dimostrato grande senso di responsabilità, investendo in biosicurezza e continuando a rispettare le prescrizioni delle autorità competenti”.

La richiesta di sostegno all’Unione Europea

Parallelamente alla gestione dell’emergenza, Coldiretti ha portato avanti un confronto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e con la Commissione europea per ottenere il riconoscimento dei danni indiretti subiti dalle aziende.

“Abbiamo condotto un’azione istituzionale su più livelli, mantenendo alta l’attenzione sul territorio pavese e sulla necessità di destinare nuove risorse al comparto suinicolo – sottolinea il Presidente di Coldiretti Pavia – Attraverso il sistema dei Centri di Assistenza Agricola (CAA), Coldiretti ha seguito l’intera fase di raccolta e rendicontazione di una serie di dati richiesti dall’Unione Europea, organizzando un lavoro straordinario per completare l’inserimento delle informazioni nel sistema SIAN entro le scadenze previste dalla Commissione”.

A ottobre il confronto per gli indennizzi

Il prossimo appuntamento è fissato per ottobre, quando la Commissione europea esaminerà la documentazione trasmessa dall’Italia per valutare il riconoscimento dei danni indiretti relativi al 2025. Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire al Ministero di aprire successivamente i termini per la presentazione delle domande di indennizzo, con l’obiettivo di procedere ai pagamenti entro marzo 2027.

“Noi, come abbiamo fatto fin dall’inizio, continueremo a seguire ogni passaggio istituzionale a tutti i livelli, da quello europeo a quello regionale, agendo sempre con determinazione affinché nessuna azienda agricola venga lasciata sola – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – Difendere gli allevamenti significa difendere centinaia di posti di lavoro, oltre alla qualità delle nostre produzioni e una filiera simbolo del Made in Italy”.