La Procura di Pavia prepara quattro nuove consulenze nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi per rafforzare l’accusa contro Andrea Sempio. Al centro degli accertamenti ci sono Dna, impronte, scarpe e profilo psicologico, in vista della possibile richiesta di rinvio a giudizio entro il 28 settembre 2026.
Garlasco, quattro nuove consulenze
A diciannove anni dal delitto che sconvolse Garlasco, l’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione della cronaca giudiziaria. La Procura di Pavia sta lavorando a un nuovo pacchetto di accertamenti tecnici destinati a rafforzare l’impianto accusatorio nei confronti di Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio della giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli.
Secondo quanto rilevato dal TG1, entro la fine di agosto potrebbero essere depositate quattro nuove consulenze che, nelle intenzioni degli inquirenti, dovrebbero confermare gli elementi già raccolti e respingere le contestazioni avanzate dalla difesa.
L’obiettivo della Procura sarebbe quello di arrivare alla chiusura delle indagini preliminari, prevista entro il 28 settembre 2026, con un quadro probatorio il più possibile consolidato in vista di una possibile richiesta di rinvio a giudizio.
Le impronte nella villetta di via Pascoli
Uno degli accertamenti più attesi riguarda il lavoro dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata di approfondire la compatibilità tra le caratteristiche fisiche di Andrea Sempio e alcune tracce lasciate sulla scena del crimine.
L’analisi riguarda in particolare le impronte di scarpa rinvenute nella villetta di Garlasco, compresa la cosiddetta impronta “a pallini”, una delle tracce più discusse dell’intera vicenda giudiziaria.
Gli investigatori ritengono che il confronto possa fornire elementi utili per stabilire se la traccia sia compatibile con una scarpa riconducibile all’indagato, considerando anche i cambiamenti fisici avvenuti nel corso degli anni, soprattutto per quanto riguarda peso e conformazione corporea.
L’esame si concentrerà anche sull’impronta numero 33, una traccia palmare individuata sulla parete della scala che conduce al piano seminterrato, dove venne trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’autore dell’omicidio potrebbe essersi appoggiato al muro durante l’aggressione o prima della fuga. Una tesi che viene però contestata dalla difesa di Sempio, che nega qualsiasi collegamento tra quella traccia e il proprio assistito.

La scarpa Frau numero 42
Un altro tassello fondamentale riguarda la verifica sulle impronte delle calzature, affidata ai consulenti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Gli esperti stanno analizzando la compatibilità tra il disegno della suola della scarpa individuata nelle tracce ematiche e il modello Frau numero 42, elemento già emerso nel precedente processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
La cosiddetta impronta “a pallini” rappresentò infatti uno degli elementi valutati nel procedimento contro l’allora fidanzato di Chiara Poggi, anche se Alberto Stasi aveva sempre negato di possedere scarpe estive di quella marca.
La nuova consulenza punta a chiarire definitivamente la natura della traccia e la sua eventuale attribuzione, fornendo una lettura aggiornata alla luce delle nuove tecnologie investigative.
Il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi
Tra gli aspetti ritenuti più rilevanti dalla Procura di Pavia c’è anche il materiale genetico trovato sotto le unghie della vittima.
Il professor Carlo Previderé, consulente della Procura, ha analizzato il cromosoma Y presente nella traccia biologica, sostenendo che il profilo genetico sarebbe riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio.
Per gli inquirenti questo elemento rappresenterebbe una conferma importante della responsabilità dell’indagato. Tuttavia, nel corso degli anni alcune valutazioni tecniche hanno evidenziato difficoltà nel determinare con assoluta certezza il momento e le modalità del trasferimento della traccia biologica.
Andrea Sempio ha sempre respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo all’omicidio.
La consulenza psichiatrica
Nel nuovo pacchetto di accertamenti rientra anche la valutazione psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi.
L’esperto dovrà analizzare il profilo della personalità dell’indagato e valutare eventuali aspetti legati alla pericolosità sociale, pur senza poter effettuare un colloquio diretto con Sempio, che ha scelto di non sottoporsi all’esame.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Liborio Cataliotti, ha contestato questa impostazione, sostenendo che la ricostruzione dei fatti debba precedere qualsiasi valutazione sulla personalità dell’indagato.
Lo psichiatra procederà comunque attraverso l’analisi della documentazione disponibile, degli appunti sequestrati nell’abitazione di Sempio e delle precedenti relazioni redatte dagli specialisti del Racis dei Carabinieri.

Possibile rinvio a giudizio
Il deposito delle quattro consulenze potrebbe rappresentare un passaggio decisivo nell’inchiesta. La Procura dovrà formalizzare le proprie decisioni entro il 28 settembre 2026, termine ultimo per la chiusura delle indagini preliminari.
Un eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio potrebbe avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
La Procura Generale di Milano sta infatti valutando la possibilità di presentare una richiesta di revisione del processo. Qualora la revisione venisse accolta, Stasi potrebbe vedere riaperta la propria posizione giudiziaria, dopo aver sempre sostenuto la propria innocenza.