Inseguito fino a una risaia dopo essere fuggito a bordo di un furgone rubato pieno di gasolio, un 45enne è stato identificato dalla Polizia e denunciato per ricettazione e fuga pericolosa. A incastrarlo sono state le tracce biologiche lasciate nel mezzo e i vestiti ancora sporchi di fango trovati nella sua lavatrice di casa.
Furgone pieno di gasolio rubato
Una manovra sospetta proprio davanti ai cancelli della Questura, poi la fuga a tavoletta verso la campagna pavese. Si è chiusa dopo tre giorni di indagini la rocambolesca vicenda che lo scorso 20 luglio ha visto protagonista un furgone pieno di cisterne di gasolio rubato.
Intercettato dalle pattuglie in servizio di controllo del territorio, il mezzo è stato inseguito fino alle zone rurali alle porte di Pavia. Lì il conducente, ormai alle strette, ha scagliato il veicolo all’interno di una risaia ed è fuggito a piedi nella fitta vegetazione. Durante il concitato tallonamento tra fango e sterpaglie, uno degli agenti della Polizia di Stato ha riportato anche alcune ferite, mentre il fuggitivo riusciva a far perdere temporaneamente le proprie tracce.
Le indagini
La fuga del malvivente è durata tuttavia ben poco. Le minuziose indagini avviate immediatamente dalle Volanti della Polizia di Stato, affiancate dagli specialisti della Polizia Scientifica, hanno stretto il cerchio attorno al sospettato in tempi record. Fondamentali si sono rivelati i rilievi tecnici eseguiti sull’abitacolo del mezzo abbandonato nella risaia: le tracce biologiche repertate dagli esperti e l’analisi degli oggetti rinvenuti a bordo — tra cui un telefono cellulare dimenticato nella fretta di scappare — hanno fornito un quadro indiziario solido, permettendo di risalire con certezza all’identità di un 45enne residente in provincia.
Il deposito abusivo
All’alba del 23 luglio 2026 è scattato il blitz decisivo. Gli uomini della Polizia di Stato, armati di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica, hanno fatto irruzione nell’abitazione del sospettato. Le operazioni di ricerca, particolarmente complesse, si sono estese all’intero perimetro dell’immobile, comprendendo garage, capannoni e pertinenze esterne.
La perquisizione ha svelato un vero e proprio hub dello stoccaggio illecito: all’interno della proprietà è stato rinvenuto e sequestrato un secondo furgone (risultato rubato nel 2022), unitamente a cisterne da 1.000 e 50 litri ricolme di carburante, pompe di aspirazione, tubi ed erogatori professionali, una carabina ad aria compressa, componenti elettrici e materiale per la posa della fibra ottica (la cui presenza era stata dettagliatamente indicata nella denuncia dal proprietario del primo furgone).
La prova regina nella lavatrice
A chiudere definitivamente il cerchio delle responsabilità è stato un dettaglio casalingo scovato dagli agenti durante il controllo dell’abitazione. Nel cestello della lavatrice, infatti, i poliziotti hanno rinvenuto gli indumenti usati durante la fuga del 20 luglio, ancora completamente inzuppati e sporchi del fango della risaia, perfettamente coincidenti con gli abiti descritti dagli operatori durante l’inseguimento. Condotto negli uffici della Questura per i rilievi fotodattiloscopici, il 45enne è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione e fuga pericolosa all’alt dei pubblici ufficiali, mentre l’intera refurtiva e i veicoli sono stati posti sotto sequestro.
