Grazie a un accordo tra Eni e Viminale, la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi rigenera i carburanti sequestrati alla criminalità per destinarli ai mezzi dei Vigili del Fuoco lombardi. L’operazione, che ha già recuperato i primi 30mila litri, punta a rimetterne a norma ben 200mila entro il 2026 con un netto risparmio pubblico.
A Sannazzaro il carburante sequestrato rinasce
Il cuore tecnologico della Lomellina diventa il fulcro di un’operazione virtuosa che unisce legalità, sicurezza e sostenibilità ambientale. È infatti la raffineria di Eni Industrial Evolution a Sannazzaro de’ Burgondi lo snodo strategico in cui i carburanti di provenienza illecita, sottratti alla criminalità, cambiano destino: da scarto pericoloso e frutto di frode a risorsa fondamentale per i mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco della Regione Lombardia. Nei giorni scorsi, proprio negli impianti del sito sannazzarese, sono stati lavorati e restituiti al servizio pubblico i primi 30mila litri di carburante, un debutto che conferma il successo della sinergia tra Eni e il Ministero dell’Interno.
La raffineria centro di rigenerazione
L’impianto di Sannazzaro de’ Burgondi è pronto a ricevere nuove e consistenti partite di prodotti petroliferi. Si tratta di stock precedentemente sottoposti a sequestro perché giudicati irregolari o adulterati che, proprio nella raffineria oltrepadana, vengono presi in carico per una complessa trasformazione industriale. Attraverso processi specialistici, i tecnici di Eni Industrial Evolution eliminano le sostanze contaminanti e riportano il prodotto a norma di legge. Una volta rigenerati e certificati secondo gli standard di sicurezza e qualità, questi carburanti vengono immessi direttamente nei serbatoi dei mezzi impiegati dai Vigili del Fuoco della Lombardia per le loro quotidiane operazioni di soccorso.
Il mercato nero dei carburanti adulterati
Ogni anno le forze dell’ordine e l’Agenzia delle Dogane sequestrano in Italia ingenti quantitativi di prodotti petroliferi fuorilegge. Questo fenomeno, tutt’altro che marginale, rappresenta una delle principali voci dell’evasione fiscale nel comparto energetico, alimentato da frodi commerciali che sottraggono risorse al bilancio pubblico e distorcono la concorrenza. Spesso si tratta di gasolio o benzina “allungati” illegalmente con oli minerali a tassazione ridotta o addizionati con coloranti illeciti per eludere le accise. Fino a ieri, in assenza di un ciclo di rilavorazione come quello implementato a Sannazzaro, questi combustibili erano inutilizzabili, traducendosi in un pesante costo di custodia per lo Stato e in un serio rischio ecologico.
Dalla legge del 2015
La svolta poggia su una base normativa del 2015, che consente all’autorità giudiziaria di affidare in custodia giudiziale alle Forze di polizia e ai Vigili del Fuoco i prodotti energetici sequestrati. Tuttavia, per i liquidi adulterati l’utilizzo diretto è impossibile senza un passaggio industriale che ne ripristini le specifiche tecniche. L’accordo sottoscritto tra la Direzione Lombardia dei Vigili del Fuoco e la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi dà attuazione concreta a questa norma, offrendo una soluzione industriale a un problema istituzionale e logistico.
I vantaggi
I vantaggi dell’iniziativa che orbita attorno allo stabilimento di Sannazzaro sono molteplici. Da un lato si azzerano i costi e i rischi legati allo stoccaggio prolungato o allo smaltimento dei materiali sequestrati. Dall’altro, i Vigili del Fuoco della Lombardia possono beneficiare di stock di carburante a un prezzo nettamente inferiore rispetto ai valori di mercato, pagando esclusivamente la tariffa legata alla rilavorazione interna.
Le stime per l’anno 2026 sono ambiziose: grazie alla capacità tecnologica della raffineria lomellina e ai flussi già assegnati al Corpo, si prevede di recuperare e rimettere a norma un totale di ben 200mila litri di carburante.