il quadro

Pavia, brusca frenata dell’export: vendite all’estero giù del 14% e credito in calo

Soffrono farmaceutica, macchinari e alimentare, mentre i finanziamenti alle imprese diminuiscono del 4,8%

Pavia, brusca frenata dell’export: vendite all’estero giù del 14% e credito in calo

Dopo i segnali positivi registrati durante il 2025, l’economia pavese affronta un avvio di 2026 decisamente più difficile. Nel primo trimestre le esportazioni della provincia sono diminuite del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a circa 1,1 miliardi di euro. Pavia è tra i territori lombardi che hanno registrato le flessioni più marcate, insieme a Lodi e Sondrio.

Il dato emerge dalle analisi sul commercio estero della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia e dal quadro presentato durante il Consiglio regionale di CNA Lombardia, svoltosi a Mantova.

A livello regionale, nello stesso periodo, l’export è rimasto sostanzialmente stabile a 40,9 miliardi di euro.

Importazioni a 2,2 miliardi

Anche le importazioni pavesi sono diminuite, registrando una contrazione del 21,1%. Il valore delle merci acquistate dall’estero è rimasto tuttavia molto superiore a quello delle esportazioni, raggiungendo circa 2,2 miliardi di euro.

Il saldo commerciale provinciale si è quindi attestato su un valore negativo di oltre un miliardo di euro. La flessione dell’import ha interessato gran parte delle categorie merceologiche, compresi prodotti chimici, alimentari, macchinari, abbigliamento, apparecchi elettrici, prodotti agricoli e articoli in gomma e plastica.

Farmaceutica e macchinari in difficoltà

Il calo delle esportazioni è stato particolarmente evidente in alcuni comparti centrali per l’economia pavese. Gli articoli farmaceutici e chimico-medicinali hanno perso il 30,1%, mentre i macchinari sono diminuiti del 10,8% e i prodotti alimentari dell’11,4%.

Segno negativo anche per mezzi di trasporto, in calo del 23,9%, tessile e abbigliamento, diminuiti del 7%, e altre attività manifatturiere, arretrate del 13,7%. Fra le poche eccezioni positive figurano i prodotti in metallo, cresciuti dell’8,7%, e gli apparecchi elettronici e ottici, aumentati del 6,2%. Il comparto dei prodotti petroliferi raffinati ha segnato una crescita percentuale molto elevata, ma riferita a una componente più circoscritta degli scambi provinciali.

Crollano le vendite verso gli Stati Uniti

Anche l’analisi dei mercati di destinazione mostra un quadro fortemente differenziato. Le esportazioni pavesi sono cresciute verso Germania, Austria, Svizzera, Grecia e Arabia Saudita. Si sono invece ridotte verso Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito, Polonia e Paesi Bassi.

Il dato più rilevante riguarda gli Stati Uniti, dove le vendite dei prodotti pavesi hanno registrato una contrazione dell’83,6%.

Il confronto con i risultati del 2025

La frenata del primo trimestre appare ancora più significativa se confrontata con l’andamento dell’anno precedente.

Nel 2025 l’export pavese era cresciuto del 2%, mentre l’occupazione aveva registrato un aumento del 2,1%. Anche il numero delle imprese attive era salito dello 0,5% e quello delle aziende artigiane dello 0,2%.

Credito alle imprese in calo del 4,8%

Alle difficoltà dell’export si aggiunge la riduzione dei finanziamenti. Nel primo trimestre del 2026 il credito destinato alle imprese pavesi è diminuito del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato conferma una criticità già emersa nel corso dell’anno precedente, quando i finanziamenti alle imprese della provincia erano diminuiti del 3,7%.

Secondo CNA Pavia, la difficoltà di ottenere risorse finanziarie rischia di frenare gli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità, innovazione dei processi e internazionalizzazione.

CNA: sostegni mirati alle piccole imprese

Per CNA Lombardia, le politiche industriali dovranno garantire maggiore accesso al credito, semplificazione amministrativa e incentivi realmente utilizzabili dalle micro e piccole aziende.

Il presidente regionale Giovanni Bozzini ha richiamato la necessità di mettere le PMI nelle condizioni di affrontare le trasformazioni tecnologiche senza essere schiacciate dai costi e dalla burocrazia.

Per il territorio pavese la priorità sarà quindi arrestare la riduzione del credito, sostenere i settori maggiormente colpiti e aiutare le imprese a diversificare i mercati di destinazione, riducendo la dipendenza dalle aree nelle quali la domanda sta rallentando