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Leone XIV a Pavia: sulle orme di Sant’Agostino, sotto lo sguardo della Madonna di Piazza Grande

Leone XIV a Pavia: sulle orme di Sant’Agostino, sotto lo sguardo della Madonna di Piazza Grande

di Emanuele Gallotti

Pavia ha vissuto una giornata destinata a rimanere nella memoria collettiva. La visita pastorale di Papa Leone XIV, primo viaggio del Pontefice nel Nord Italia dall’inizio del suo pontificato, ha trasformato la città in un grande luogo di incontro, preghiera e riflessione, richiamando migliaia di fedeli lungo un percorso ideale che ha unito la spiritualità di Sant’Agostino, l’attenzione ai più fragili e il costante richiamo alla pace.

Accolto da una partecipazione popolare straordinaria, il Papa ha trovato una città pronta a raccogliere il suo messaggio di speranza e responsabilità civile. Oltre quindicimila persone hanno affollato le vie e le piazze del centro storico, confermando il profondo legame che unisce Pavia alla tradizione agostiniana e alla dimensione universale della Chiesa.

La visita al CNAO e l’incontro con i piccoli pazienti

La prima tappa della giornata è stata il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), eccellenza internazionale nella cura dei tumori. Qui Leone XIV ha incontrato bambini in cura, le loro famiglie e il personale sanitario, dedicando parole di vicinanza a chi affronta la sofferenza quotidiana.
Il Pontefice ha espresso gratitudine verso medici, infermieri, ricercatori e operatori sanitari, sottolineando il valore della ricerca scientifica quando è posta al servizio della persona. Particolarmente toccante il momento vissuto con alcuni piccoli pazienti che hanno donato al Papa un’opera simbolica realizzata con frammenti delle loro magliette, segno di ascolto, speranza e resilienza.

Papa Leone XIV a Pavia, dalla carezza ai bambini malati all’appello contro odio e bullismo

Sulle tracce di Sant’Agostino

Cuore spirituale della visita è stata la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, custode delle reliquie di Sant’Agostino. Per Leone XIV, agostiniano di formazione e di vocazione, l’incontro con il grande Padre della Chiesa ha assunto un significato particolarmente intenso.
Davanti all’urna del santo, eccezionalmente esposta per l’occasione, il Papa ha richiamato l’attualità del messaggio agostiniano, invitando i fedeli a coltivare l’interiorità, la ricerca della verità e il senso della fraternità. Nel suo intervento ha ricordato che fede e ragione non sono realtà contrapposte ma dimensioni chiamate a dialogare: “Non si può credere senza pensare“, ha affermato, rilanciando il ruolo della cultura, dell’università e della ricerca come strumenti per promuovere la dignità umana.

Piazza Vittoria, l’antica Piazza Grande

Uno dei momenti più significativi della giornata si è svolto in Piazza della Vittoria, l’antica Piazza Grande, cuore storico e civile della città.
Qui il Pontefice ha incontrato la cittadinanza pavese, richiamando tutti alla responsabilità verso il bene comune. Ha invitato a contrastare l’indifferenza, il degrado e le divisioni sociali attraverso la partecipazione attiva, la cura degli spazi condivisi e il rispetto reciproco.
Le sue parole hanno più volte insistito sul concetto di solidarietà come fondamento della vita cittadina. Una comunità, ha ricordato il Papa, cresce quando ciascuno si sente corresponsabile della qualità della vita degli altri, della tutela del territorio e della costruzione della pace.

L’affidamento alla Madonna di Piazza Grande

In questo contesto ha assunto un valore particolarmente suggestivo il richiamo alla Madonna di Piazza Grande, figura profondamente radicata nella storia e nella devozione dei pavesi.
La seicentesca statua della Vergine con il Bambino, realizzata nel 1604 dal maestro Pietro Lobbia in pietra artificiale ottenuta anche con sabbia del Ticino, rappresenta da oltre quattro secoli uno dei simboli religiosi più significativi della città. Originariamente collocata nella loggia superiore del Broletto affacciata sull’antica Piazza Grande, oggi la statua è visibile sulla facciata dello storico Palazzo Comunale, dopo essere stata per lungo tempo custodita all’interno del Duomo.
Durante l’incontro con la cittadinanza, il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, ha guidato un momento di omaggio e affidamento alla Madonna di Piazza Grande alla presenza del Santo Padre. Attraverso una preghiera rivolta alla Vergine, la comunità pavese ha invocato la sua protezione sulla città, chiedendo che Pavia possa continuare a essere una comunità capace di custodire la pace, la solidarietà e la fraternità.
Un gesto dal forte significato simbolico, che ha idealmente unito la tradizione religiosa cittadina al messaggio di pace portato da Leone XIV.

L’appello ai giovani: “Potete cambiare il mondo”

Davanti ai giovani degli oratori e alle comunità presenti in città, il Papa ha rivolto parole dirette e concrete. Ha denunciato il diffondersi di odio, insulti e bullismo, invitando le nuove generazioni a diventare protagoniste di una cultura della riconciliazione.
Leone XIV ha esortato i ragazzi a costruire relazioni autentiche, capaci di andare oltre gli schermi e le dinamiche dei social network, ricordando che la vera amicizia nasce dall’incontro personale e dalla condivisione.
Il suo messaggio è stato chiaro: la pace non è un ideale astratto, ma una scelta quotidiana che si costruisce nei comportamenti, nel linguaggio e nei rapporti con gli altri.

Da Pavia a Sant’Angelo Lodigiano

Nel pomeriggio il Pontefice ha raggiunto Sant’Angelo Lodigiano, terra natale di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti. Qui ha pregato davanti alla reliquia del cuore della santa e ha ricordato l’attualità della sua testimonianza missionaria.
Richiamando la storia di milioni di emigranti italiani e il magistero dei suoi predecessori, Leone XIV ha invitato a guardare al fenomeno migratorio con spirito di accoglienza e responsabilità. La figura di Madre Cabrini, morta a Chicago e prima santa degli Stati Uniti, è stata indicata come esempio di servizio, coraggio e attenzione agli ultimi.
Prima del rientro in Vaticano, il Papa ha salutato oltre duemila persone radunate nel campo sportivo cittadino, lasciando ai giovani un ultimo incoraggiamento: “Voi potete cambiare il mondo”.

Una visita che lascia un segno

La giornata lombarda di Leone XIV ha intrecciato spiritualità, impegno sociale, attenzione alla sofferenza e responsabilità civile. Attraverso la memoria di Sant’Agostino, l’esempio di Santa Francesca Cabrini e il simbolico affidamento alla Madonna di Piazza Grande, il Pontefice ha consegnato a Pavia un messaggio chiaro: la pace nasce dalla cura delle persone, dalla solidarietà e dalla capacità di sentirsi parte di una stessa comunità.
Un messaggio che, sotto lo sguardo della storica Vergine che da oltre quattro secoli veglia sulla città, assume oggi un significato ancora più profondo.