La Fondazione Mondino di Pavia ha scoperto che la riduzione della proteina PROK2 nei neuroni olfattivi, analizzabile con un semplice prelievo nasale, anticipa i segni del Parkinson nei pazienti con disturbi del sonno REM. Questa metodica non invasiva apre nuove strade per una diagnosi precocissima e accessibile delle malattie neurodegenerative.
Parkinson, nuovo studio sulla diagnosi precoce
Un comune disturbo del sonno e un semplice prelievo nasale potrebbero diventare le chiavi d’accesso per anticipare di anni la diagnosi della Malattia di Parkinson. È questa la prospettiva rivoluzionaria che emerge dai nuovi dati presentati dalla Fondazione Mondino IRCCS di Pavia in occasione del congresso nazionale LIMPE-DISMOV a Rimini. Al centro della scoperta c’è il legame tra la perdita di una specifica proteina protettiva nei neuroni dell’olfatto e le primissime fasi della neurodegenerazione, un passo avanti che promette di cambiare l’approccio clinico alla malattia.
Il campanello d’allarme: “vivere” i propri sogni
Il punto di partenza dello studio è l’iRBD (Isolate REM Sleep Behavior Disorder), ovvero il disturbo comportamentale del sonno REM isolato. Chi ne soffre sperimenta una marcata agitazione notturna, vocalizzazioni e movimenti involontari, arrivando a “mettere in scena” e a vivere fisicamente ciò che sta sognando. Lungi dall’essere una semplice anomalia del riposo, la comunità scientifica considera oggi l’iRBD come uno dei più affidabili e precoci segnali d’allarme dello sviluppo del Parkinson.
Il ruolo della proteina PROK2
Il lavoro di ricerca – coordinato dal Professor Antonio Pisani (foto di copertina), responsabile del Centro Disordini del Movimento del Mondino, e condotto in sinergia con il CNR, l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – ha concentrato l’attenzione sulla prokineticina-2 (PROK2). Si tratta di un peptide che svolge una naturale e fondamentale funzione neuroprotettiva all’interno del nostro organismo.
Analizzando i neuroni olfattivi dei soggetti affetti da iRBD, gli scienziati hanno rilevato una drastica riduzione di questa proteina, evidenziando come i sistemi di difesa del cervello inizino a cedere ben prima della comparsa dei classici sintomi motori.
Il significato biologico di questa carenza è stato approfondito direttamente dai responsabili della ricerca scientifica:
“Abbiamo osservato che nei pazienti con iRBD la PROK2 nei neuroni olfattivi risulta downregolata – spiega il professor Antonio Pisani. Questo dato suggerisce una possibile alterazione precoce dei sistemi di difesa neuronale nelle fasi iniziali della malattia”.
Diagnosi rapida e non invasiva
Oltre alla scoperta biologica, lo studio introduce una novità fondamentale sul piano pratico e diagnostico: l’utilizzo del cosiddetto brushing nasale. Questo esame consiste in un prelievo cellulare della mucosa tramite un tampone, una metodica minimamente invasiva, indolore e facilmente ripetibile a costi contenuti.
Attraverso questo semplice prelievo è possibile isolare direttamente i neuroni olfattivi e osservare “in tempo reale” le alterazioni molecolari associate alla neurodegenerazione. In futuro, questo sistema potrebbe sostituire o affiancare tecniche di screening molto più costose, complesse e accessibili solo a pochi centri specializzati.
Nuovi scenari per la prevenzione
La strada tracciato dall’IRCCS di Pavia apre scenari clinici inediti. Riconoscere tempestivamente i soggetti a rischio significa poter intervenire con strategie terapeutiche precoci, rallentando potenzialmente il decorso della patologia prima che i danni diventino irreversibili. I risultati presentati a Rimini confermano il ruolo di primo piano della Fondazione Mondino nella ricerca internazionale sui disordini del movimento e sulle patologie neurodegenerative.