Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza presentata dai legali di Alberto Stasi, concedendo la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Il provvedimento giunge dopo che l’interessato ha trascorso un periodo in regime di semilibertà, lavorando già all’esterno della struttura carceraria durante le ore diurne. La decisione della magistratura milanese ha ricevuto il parere favorevole della Procura generale, segnando una svolta nel percorso detentivo del quarantenne, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007.
Nuova occupazione e trasferimento logistico
L’ex studente universitario, oggi contabile professionista, prenderà servizio a tempo pieno presso la società dove già esercitava le mansioni di responsabile dell’amministrazione. In base alle prescrizioni stabilite dal tribunale, l’impiegato non tornerà a risiedere a Garlasco, in provincia di Pavia. Per scontare il residuo della pena sul territorio, il dipendente aziendale prenderà in locazione un immobile in un paese limitrofo al capoluogo lombardo, facilitando così gli spostamenti quotidiani verso la sede lavorativa e l’adempimento dei colloqui previsti con gli assistenti sociali.
Il percorso giuridico e la richiesta di revisione
I magistrati di sorveglianza hanno precisato che la concessione della misura alternativa non risulta in alcun modo collegata all’eventuale procedimento di revisione del processo. I difensori del cittadino ristretto hanno comunque confermato l’intenzione di presentare formale istanza per riaprire il caso giudiziario, basandosi su nuovi elementi probatori. L’accoglimento dell’affidamento in prova si fonda esclusivamente sulla valutazione del percorso rieducativo compiuto all’interno dell’istituto penitenziario e sulla stabilità della posizione lavorativa amministrativa ottenuta all’esterno.