REGIONE LOMBARDIA

Emergenza affitti a Pavia: arriva il piano di housing sociale per famiglie, lavoratori e studenti

Stanziati 96 milioni di euro per ristrutturare 2.500 alloggi a canone calmierato. A Pavia i primi 20 appartamenti per la fascia media esclusa dalle case popolari

Emergenza affitti a Pavia: arriva il piano di housing sociale per famiglie, lavoratori e studenti

Regione Lombardia ha stanziato 96 milioni di euro per l’housing sociale. A Pavia la terza tappa del tour per presentare il piano: nel 2026 sul territorio pavese verranno ristrutturati i primi 20 alloggi Aler destinati a famiglie, lavoratori e fasce fragili con redditi medi.

Emergenza affitti a Pavia

Trovare una casa in affitto a prezzi sostenibili a Pavia e provincia è diventata una sfida quasi impossibile per chi ha uno stipendio normale, ma non abbastanza basso da rientrare nelle graduatorie delle case popolari. È a questa vasta fascia grigia di cittadini che si rivolge il nuovo piano di housing sociale varato da Regione Lombardia, che ha scelto proprio l’ombra del Ticino come terza tappa del tour istituzionale ‘Abita in Lombardia. Qui Puoi’.

Sul piatto ci sono 96 milioni di euro per ristrutturare 2.500 alloggi in tutto il territorio regionale, garantendo affitti inferiori ai prezzi di mercato a chi ha un reddito Isee compreso tra i 14.000 e i 40.000 euro. Un intervento che sul territorio pavese si tradurrà concretamente, per l’anno 2026, nella riqualificazione e messa a disposizione dei primi 20 alloggi.

I dettagli del piano

Il maxi-stanziamento, fortemente voluto dall’assessore regionale alla Casa Paolo Franco (foto di copertina) e finanziato con una combinazione di fondi europei (Fesr) e statali (Fsc), non si limita all’edilizia pubblica tradizionale, ma si articola in tre diverse linee di intervento per coinvolgere una rete fitta di partner pubblici e privati:

  • Linea 1 (48 milioni di euro): Dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni comunali.
  • Linea 2 (35 milioni di euro): Riservata alle Aler (Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale).
  • Linea 3 (13 milioni di euro): Destinata agli enti del Terzo settore, comprese le realtà religiose, per gestire situazioni di fragilità o esigenze abitative temporanee.

I contributi a fondo perduto potranno raggiungere un massimo di 2 milioni di euro per progetto nelle linee 1 e 3, e fino a 15 milioni per la linea 2. In cambio, i soggetti beneficiari dovranno sottoscrivere un vincolo rigidissimo: gli alloggi riqualificati dovranno mantenere la destinazione d’uso di edilizia sociale per una durata pari o superiore a 20 anni.

Il focus su Pavia

Per la provincia di Pavia, questo pacchetto di misure rappresenta una boccata d’ossigeno. I fondi saranno utilizzati per sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari a rimettere a norma gli immobili e incrementare l’offerta a canone calmierato. Nello specifico, grazie al lavoro di coordinamento territoriale e alle risorse stanziate, il piano consentirà di ristrutturare nel 2026 nella provincia di Pavia circa 20 alloggi. Questo nucleo di appartamenti permetterà di favorire il cosiddetto “mix abitativo”, rigenerando i quartieri residenziali pubblici della provincia e offrendo una sponda sicura sia ai nuclei familiari tradizionali sia a quelli monopersonali esclusi dai canoni di mercato tradizionali.

“Risposte concrete contro il carovita”

A presentare le misure davanti agli stakeholder pavesi è stato lo stesso assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, che ha evidenziato l’anomalia di un mercato immobiliare ormai inaccessibile per la classe media lavoratrice:

“In Lombardia c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo”.

L’assessore ha poi spiegato le origini economiche del bando:

“Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo: sostenere la fascia di cittadini con redditi medi e medio-bassi che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti e dei mutui, né può partecipare alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Una platea sempre più ampia”.

Welfare temporaneo e vulnerabilità

Un’attenzione particolare all’interno del progetto viene riservata alla Linea 3, pensata specificamente per la locazione prevalentemente temporanea. Questa misura punta a trasformare il patrimonio immobiliare di enti privati operanti nel sociale per offrire posti letto a prezzi calmierati a categorie che a Pavia rivestono un peso fondamentale, a partire dalla numerosa popolazione studentesca fuori sede e dai lavoratori con contratto a termine. Lo strumento fornirà risposte anche a situazioni di estrema delicatezza, come i parenti dei malati ricoverati nelle strutture sanitarie locali, le donne vittime di violenza e i genitori separati.

“La linea destinata agli enti che operano in ambito sociale affronta esigenze abitative più specifiche che possono trovare una risposta proprio nello strumento dell’housing sociale. Investire in queste iniziative significa ampliare il concetto stesso di intervento pubblico nel settore della casa”, ha ribadito Franco.

“Apriamo nuove possibilità di convivenza”

Il nuovo stanziamento da 96 milioni si aggiunge a un bando regionale da 18,5 milioni attivato nel 2024 (che ha già reso disponibili circa 450 abitazioni). Sulla centralità di questo cambio di passo è intervenuta Monica Guarischi, presidente di Aler Pavia-Lodi, evidenziando la stretta sinergia con la Regione:

“Ringrazio Regione Lombardia e l’assessore Franco per il sostegno alle Aler: stiamo facendo ogni giorno un percorso dedicato a un’ampia fascia di cittadini con diverse necessità e bisogni. L’housing sociale diventa sempre più un intervento dal forte valore e potenziale sociale, che apre nuove possibilità di convivenza in un’ottica di miglioramento della qualità della vita personale e della comunità di residenza. L’housing sociale è una risposta flessibile, che può declinarsi dall’offerta di un alloggio per singoli e famiglie temporaneamente in difficoltà, all’offerta di case per persone in condizione di fragilità sociale che necessitano di una casa come parte integrante di un percorso. Penso alle mamme single, ai giovani, alle vittime di violenza”.

Monica Guarischi

L’incontro di Pavia, come concluso dall’assessore Franco, punta a formalizzare una vera e propria ‘Alleanza per la Casa’ sul territorio pavese, stringendo i legami tra le istituzioni, gli operatori economici e il Terzo settore per difendere il diritto all’abitare.