Otto comuni della provincia di Pavia sono entrati ufficialmente nella Riserva di Biosfera MAB “Po Grande” dopo l’approvazione dell’Unesco arrivata durante un vertice in Paraguay. Questo storico allargamento punta a tutelare la biodiversità fluviale e a promuovere lo sviluppo economico e turistico sostenibile del territorio pavese.
Il Po pavese diventa patrimonio Unesco
Una svolta storica per la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio pavese: il fiume Po, nel suo tratto che attraversa la provincia di Pavia, consolida il suo status di patrimonio d’importanza planetaria. Direttamente da Hernandarias in Paraguay, l’Unesco ha ufficialmente approvato l’allargamento della Riserva di Biosfera MaB “Po Grande”, includendo anche otto nuovi comuni della provincia di Pavia all’interno del prestigioso network internazionale per la sostenibilità e la tutela della biodiversità fluviale.
19 nuovi ingressi
La decisione, tanto attesa dalle istituzioni locali, è stata sancita nel corso dei lavori del 38° International Co-ordinating Council of the Man and the Biosphere (MaB). L’organo sussidiario dell’Unesco ha ratificato l’ingresso complessivo di 19 nuovi territori rivieraschi nel bacino del Grande Fiume, portando a compimento un percorso nato nel 2019 grazie all’azione sinergica e di coordinamento avviata dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po d’intesa con le amministrazioni locali di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. A ritirare ufficialmente il prestigioso riconoscimento in Sud America è stato il diplomatico italiano Giulio del Federico, Consigliere della Delegazione Permanente d’Italia presso l’Unesco.
I Comuni pavesi coinvolti
La provincia di Pavia gioca un ruolo assolutamente centrale in questa espansione. Degli oltre diciannove nuovi ingressi distribuiti su tre regioni, ben otto sono del territorio pavese che si affacciano sulle sponde del Po o ne condividono il delicatissimo ecosistema. I comuni che da oggi possono fregiarsi del titolo di Riserva della Biosfera Unesco sono: Campospinoso Albaredo, Belgioioso, San Cipriano Po, Spessa, Portalbera, Arena Po, San Zenone al Po e Zerbo. Un asse geografico strategico che unisce il Pavese all’Oltrepò e al Basso Pavese, legandoli a un network mondiale che, dopo la sessione sudamericana, conta oggi ben 797 siti distribuiti in 145 paesi del mondo (gli altri comuni ammessi appartengono alle province di Rovigo e Ferrara).
Un lavoro di squadra durato oltre due anni
Il via libera dell’Unesco rappresenta il coronamento di un percorso di partecipazione attiva e progettazione territoriale durato oltre due anni. La complessa redazione del dossier di candidatura è stata coordinata in prima persona dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, che si è avvalsa della collaborazione tecnica della società Punto 3 e del supporto determinante fornito dal Comitato Tecnico Nazionale MaB. Decisiva è stata la costante cooperazione offerta sia dai sindaci delle amministrazioni già inserite nella riserva dal 2019, sia dai primi cittadini degli otto comuni pavesi subentranti, uniti ai portatori di interesse socio-economico del territorio che hanno condiviso sin dall’inizio gli stringenti obiettivi ambientali della candidatura.
I discorsi diretti dei vertici sottolineano il valore antropologico della riserva, che mette al centro il legame indissolubile tra ecosistema e comunità umane.
“Nuove importanti aree destinate ad accrescere la Riserva Po Grande e il suo valore territoriale; – ha evidenziato il Segretario Generale di ADBPO Alessandro Delpiano – aree che, oltre al prezioso capitale naturale presente da tutelare, crescono e si sviluppano socialmente ed economicamente grazie al contributo delle donne e degli uomini che vivono e si prendono cura di questi luoghi patrimonio inestimabile di tutta la collettività. Il Po è una delle più importanti risorse del pianeta tocca a noi riconoscerlo e preservarla”.
Sostenibilità e sviluppo economico
L’inserimento dei comuni pavesi all’interno della rete MaB Unesco non si traduce in un mero vincolo ambientale, bensì in una straordinaria opportunità di sviluppo economico sostenibile. Il programma “Man and the Biosphere” promuove infatti un equilibrio virtuoso tra la conservazione della biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse locali. Per i territori coinvolti si aprono ora nuove prospettive legate ai finanziamenti europei, alla promozione del turismo fluviale lento (cicloturismo, escursionismo, navigazione dolce), alla valorizzazione dei prodotti agricoli tipici e al rafforzamento dell’identità culturale delle comunità rivierasche della provincia di Pavia.
