CON IL FIATO SOSPESO

Scomparso nel Ticino: ancora senza esito le ricerche del 23enne Rida Attaui

I Vigili del Fuoco schierano droni e sommozzatori, ma le speranze si riducono al lumicino

Scomparso nel Ticino: ancora senza esito le ricerche del 23enne Rida Attaui

Proseguono senza sosta e con l’ausilio di droni e sommozzatori le ricerche di Rida Attaui, il 23enne inghiottito dalle correnti del Ticino. Le speranze di ritrovarlo in vita sono minime e si teme che il corpo sia rimasto incastrato sul fondo del fiume.

Scomparso nel Ticino

Sono proseguite anche per tutta la giornata di ieri, senza purtroppo registrare alcun riscontro concreto, le ricerche di Rida Attaui, il giovane di 23 anni di nazionalità marocchina scomparso nelle acque del fiume lunedì pomeriggio (1 giugno 2026).

L’allarme è scattato a Vigevano nel primo pomeriggio di lunedì, una giornata caratterizzata da un caldo torrido che ha spinto molti a cercare refrigerio lungo le sponde del corso d’acqua. Il 23enne, residente ufficialmente a Foggia ma ospite da qualche giorno da alcuni parenti nella zona, ha deciso di immergersi per rinfrescarsi. È bastato allontanarsi di pochi metri dalla riva per trasformare un momento di svago in tragedia.

Le ricerche

I soccorritori hanno concentrato le loro attività nei pressi del nuovo viadotto stradale. È proprio in questo specchio d’acqua che alcuni bagnanti presenti hanno notato il giovane extracomunitario annaspare vistosamente, chiaramente sopraffatto dalla forza invisibile del fiume e trascinato via dalla corrente. Nonostante l’immediata richiesta di aiuto e il tempestivo arrivo sul posto delle squadre attrezzate per le emergenze fluviali, giunte in pochissimi minuti, il 23enne era già stato inghiottito dai flutti, scomparendo alla vista dei presenti.

Area non balneabile

Chi non conosce a fondo le insidie storiche del Ticino rischia costantemente la vita. La zona dell’incidente, infatti, rientra tra le aree assolutamente non balneabili a causa della pericolosità dei fondali e delle correnti. Gli esperti idraulici e i soccorritori tengono a sottolineare un dettaglio fondamentale: anche quando il volume complessivo dell’acqua non appare imponente o minaccioso, la corrente profonda si mantiene estremamente forte.

La conformazione del letto del fiume genera con frequenza mulinelli e gorghi improvvisi, forze centrifughe verticali capaci di risucchiare qualsiasi nuotatore verso il fondo. Una volta intrappolati in queste spirali, liberarsi e riemergere è un’impresa che riesce raramente, anche a nuotatori esperti. Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze, potrebbe essere stato proprio uno di questi vortici a trascinare verso il basso il giovane maghrebino, impedendogli di riguadagnare la superficie.

 

Droni e sommozzatori

La macchina dei soccorsi sta operando senza sosta, impiegando le tecnologie più avanzate a disposizione. I Vigili del Fuoco, che nella giornata hanno lavorato ininterrottamente perlustrando capillarmente ogni anfratto della zona attigua al viadotto. Le operazioni si stanno svolgendo su un doppio binario operativo: da un lato i sommozzatori, impegnati nelle difficili ispezioni subacquee dei fondali, dall’altro l’utilizzo di droni specialistici che sorvolano il percorso del fiume dall’alto, nel tentativo di individuare il corpo qualora fosse rimasto incagliato in qualche insenatura o tra la vegetazione affiorante.

Le speranze di ritrovare il 23enne ancora in vita sono ormai ridotte al lumicino, e la dura realtà temporale rende lo scenario ogni ora più drammatico. I Vigili del Fuoco proseguiranno le attività di perlustrazione anche per tutta la giornata di oggi. Successivamente, le autorità competenti valuteranno di giorno in giorno se prolungare o sospendere le operazioni.