La RSA “I Germogli” di Menconico ha ospitato l’elezione di Miss e Mister 2026, trasformando la struttura in una passerella di eleganza. L’iniziativa ha un profondo valore terapeutico e sociale, mirato a stimolare l’autostima degli anziani, risvegliare i ricordi e combattere la solitudine.
Eletti Miss e Mister 2026
I passi lenti, talvolta incerti o accompagnati dal sostegno di un deambulatore, si sono trasformati per un giorno in un’andatura fiera, fustigata dagli applausi e avvolta in tessuti eleganti. I corridoi della residenza sanitaria assistenziale “I Germogli” di Menconico – struttura gestita dal Gruppo Sereni Orizzonti – si sono tramutati lo scorso venerdì 30 maggio 2026 in una vera e propria passerella di alta moda. L’occasione, l’attesissima elezione di Miss e Mister “I Germogli 2026”, ha ridefinito i confini dell’animazione per la terza età, dimostrando come la dignità e la vanità non sbiadiscano con il passare degli anni.
La cura dell’autostima
A uno sguardo superficiale, organizzare un concorso di bellezza all’interno di una casa di riposo potrebbe apparire come una formale attività di svago, un passatempo leggero per riempire il pomeriggio. La realtà antropologica e clinica di questa iniziativa si muove tuttavia su un binario diametralmente opposto. L’evento risponde a un bisogno terapeutico preciso: contrastare quella strisciante sensazione di “invisibilità” che spesso accompagna la vecchiaia avanzata, quel percepire se stessi come un elemento marginale e silenzioso nel flusso frenetico della società contemporanea.
Scegliere l’abito migliore, dedicarsi alla cura del proprio aspetto, truccarsi, pettinarsi e, infine, esporsi allo sguardo e al plauso degli altri costituisce un potentissimo booster per l’autostima. È un atto di affermazione personale che restituisce centralità all’individuo.
Il valore sociale
La routine all’interno di una struttura residenziale protetta tende fisiologicamente a stabilizzarsi su ritmi ripetitivi, un silenzio metodico che rischia di sfociare nell’apatia. Manifestazioni di questo calibro scardinano la monotonia quotidiana: generano un’atmosfera di vibrante attesa nelle settimane precedenti, accendono discussioni nei saloni e stimolano una sana e divertente competizione tra gli ospiti della struttura.
L’aspetto più incisivo è stato il massiccio coinvolgimento dei familiari dei residenti. Presenziando all’evento, tifando e condividendo l’emozione della sfilata, i parenti hanno abbattuto i muri della struttura, creando un legame sinergico con il mondo esterno. Questa interazione si rivela la medicina più efficace per scacciare i fantasmi della solitudine e dell’isolamento affettivo.
“Dietro la musica, gli abiti ricercati e gli scroscianti applausi della sala si nasconde in verità un appuntamento dal profondo valore umano, psicologico e sociale, che la direzione e il personale della Residenza hanno voluto promuovere con assoluta convinzione”, ha dichiarato Karolina Justyna Rossi, Animatrice della struttura.
La “terapia del sorriso”
Accanto alla dimensione puramente sociale, l‘elezione di Miss e Mister “I Germogli” ha attivato dinamiche profonde legate alla memoria a lungo termine e alla sfera emotiva. Le note musicali d’epoca diffuse durante il défilé e l’atto stesso dello sfilare hanno operato come formidabili stimoli cognitivi, facendo riaffiorare i ricordi legati alla giovinezza, alle feste di un tempo, ai balli domenicali e ai momenti di spensieratezza vissuti decenni fa.
Gli psicologi la definiscono una declinazione pratica della “terapia del sorriso”: un’attivazione mirata di emozioni positive stabili che produce benefici neurobiologici e psicofisici misurabili, il cui effetto terapeutico perdura nelle giornate successive, migliorando sensibilmente l’umore generale e la risposta alle terapie quotidiane dei pazienti.
In conclusione, premiare la Miss e il Mister della RSA di Menconico non ha significato indulgere nella superficialità del culto dell’immagine, bensì tributare un solenne omaggio alla storia personale di ogni partecipante. È stata la celebrazione della vitalità, dell’ironia e della resilienza di chi, pur avanti negli anni, ha ancora un patrimonio immenso di esperienze da trasmettere.
L’evento si è configurato come un autentico manifesto culturale: un inno alla vita che prosegue e che merita di essere vissuta appieno, con una massiccia dose di sana autoironia, un profondo senso d’orgoglio e, sopra ogni cosa, una granitica ed eterna dignità.

