TRUFFA VIA WEB

Patenti facili sui social, ma è una truffa: nei guai una 53enne della provincia di Pavia

Prometteva tempi record e nessuna complicazione burocratica su una nota piattaforma online: incassato il denaro si è resa irreperibile, ma la sua identità è stata svelata dai militari

Patenti facili sui social, ma è una truffa: nei guai una 53enne della provincia di Pavia

Una 53enne della provincia di Pavia è stata denunciata dai Carabinieri per aver truffato online una donna di Schio, promettendole una patente rapida sui social. Dopo aver incassato 500 euro su una carta prepagata, la donna si è resa irreperibile, ma è stata identificata dai militari.

Finta patente sui social

C’è una traccia informatica e finanziaria ben definita che unisce la provincia di Pavia alle strade di Schio, nell’alto vicentino, dove una complessa operazione investigativa dei Carabinieri ha svelato i retroscena di un classico quanto insidioso raggiro digitale. Al centro dell’indagine condotta dai militari veneti si trova infatti una donna di 53 anni, originaria e residente proprio nel territorio pavese, accusata di aver orchestrato una truffa legata al conseguimento fraudolento di patenti di guida, sfruttando l’ingenuità e il bisogno di chi cercava una scorciatoia burocratica sui social network.

Nessun esame

La vicenda ha preso il via l’11 marzo scorso, quando una donna di 35 anni residente a Schio si è imbattuta, navigando su una nota piattaforma social, in un annuncio pubblicitario apparentemente imperdibile. Il profilo, abilmente gestito dalla presunta truffatrice pavese, prometteva il rilascio in tempi record della patente di guida. La proposta faceva leva su una formula estremamente accattivante: zero complicazioni burocratiche, nessuna sessione d’esame teorico o pratico da superare, e una corsia preferenziale per ottenere il documento ufficiale.

Incassa e si rende irreperibile

Attratta dalla prospettiva di superare agevolmente gli ostacoli della Motorizzazione Civile, la vittima ha avviato una fitta trattativa online attraverso i canali di messaggistica privata. Una volta stabilito il prezzo del “servizio”, la 53enne di Pavia ha fornito le istruzioni per il pagamento, richiedendo una serie di ricariche su una carta prepagata.

La vittima, fidandosi delle rassicurazioni ricevute, ha versato progressivamente una somma totale di 500 euro. Tuttavia, non appena l’importo è stato interamente incassato, la sedicente intermediaria ha interrotto bruscamente ogni comunicazione, eliminando i profili o bloccando i contatti della 35enne, svanendo così nel nulla digitale.

Le indagini

Compreso di essere rimasta vittima di un raggiro, la 35enne vicentina si è rivolta alla Stazione Carabinieri della Compagnia di Schio per sporgere formale denuncia. Da quel momento sono scattate le indagini tecnologiche dei militari, che si sono concentrate sull’analisi minuziosa dei flussi finanziari legati alla carta prepagata e sul tracciamento degli account social utilizzati per adescare la donna. Nonostante i tentativi di nascondersi dietro l’anonimato della rete, i riscontri bancari e telematici hanno condotto gli inquirenti dritto in provincia di Pavia, permettendo l’identificazione certa della 53enne.

La denuncia

Al termine degli accertamenti, lo scorso 22 maggio 2026, i Carabinieri di Schio hanno formalizzato la denuncia in stato di libertà della donna pavese alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di truffa.

Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che la colpevolezza della persona sottoposta a indagini sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, in linea con il principio costituzionale di presunzione di innocenza.