La Polizia di Stato ha interrotto una festa abusiva in una cascina del Parco del Ticino, organizzata e promossa sui social senza autorizzazioni. Sono emerse gravi violazioni di sicurezza, somministrazione irregolare di cibi e bevande e il proprietario è stato denunciato (foto di copertina creata con AI).
Festa abusiva in cascina
La serata di sabato 23 maggio 2026 si è conclusa con l’intervento della Polizia di Stato di Pavia e della Polizia Locale in una cascina della zona, all’interno dell’area del Parco del Ticino, dove era in corso una festa con musica e danze. L’evento, promosso sui social network e organizzato senza le necessarie autorizzazioni, è stato interrotto dopo una serie di verifiche che hanno fatto emergere numerose irregolarità, anche sul fronte della sicurezza.
Il sopralluogo
L’operazione è partita da un controllo esterno effettuato dal personale della Questura, che ha subito notato musica ad altissimo volume, udibile fino al vicino quartiere residenziale. All’ingresso della proprietà erano presenti alcune persone incaricate di filtrare gli accessi all’area all’aperto, segnale che ha spinto gli agenti ad approfondire la situazione.
L’ispezione successiva ha permesso di accertare la presenza di circa ottanta persone, in gran parte impegnate a ballare davanti a due grandi console con mixer, gestite da due DJ identificati sul posto. Nonostante i presenti sostenessero che si trattasse di una semplice festa privata di compleanno, gli accertamenti hanno rapidamente smentito questa versione.
Biglietto d’ingresso e promozione sui social
A confermare la natura pubblica e commerciale dell’iniziativa sono state anche alcune testimonianze raccolte nell’immediatezza dei controlli. Diversi avventori hanno riferito di aver pagato un biglietto d’ingresso di dieci euro, esclusi i consumi.
Le verifiche investigative hanno inoltre evidenziato che la serata era stata pubblicizzata in modo ampio attraverso profili social dedicati, con indicazioni esplicite anche sull’obbligo di portare contanti. Elementi che hanno rafforzato l’ipotesi di un evento organizzato e aperto al pubblico, non riconducibile a una festa privata.
Somministrazione abusiva
All’interno della struttura sono state individuate due postazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, entrambe prive di autorizzazione. Gli agenti hanno inoltre riscontrato un sistema di sovrapprezzo occulto, con un listino prezzi nascosto dietro il bancone e quindi non visibile ai clienti.
Si tratta di un ulteriore elemento che ha confermato la gestione irregolare dell’evento, svolto in assenza dei titoli necessari per l’attività di pubblico spettacolo e per la somministrazione al pubblico.
Gravi carenze sul fronte della sicurezza
Le verifiche della Polizia di Stato hanno fatto emergere anche l’assenza della licenza di pubblico spettacolo, della SCIA temporanea e del certificato di agibilità rilasciato dalla commissione di vigilanza. Mancavano inoltre i requisiti fondamentali di prevenzione incendi.
A rendere la situazione ancora più critica è stato il comportamento di molti partecipanti, che gettavano a terra mozziconi di sigaretta ancora accesi, creando un pericolo concreto e immediato di incendio in un contesto già privo delle necessarie misure di sicurezza.
Proprietario cascina denunciato
Al termine dell’intervento, documentato anche attraverso riprese video della Polizia Scientifica, il proprietario della cascina è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. Le contestazioni riguardano l’apertura abusiva di un luogo di pubblico spettacolo o trattenimento, la mancanza delle verifiche di sicurezza e le violazioni previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in particolare per l’omessa comunicazione dei dettagli dell’evento alla Questura.
L’operazione ha portato così alla luce una festa organizzata fuori da ogni regola, con profili di rischio rilevanti sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello della sicurezza pubblica.