Due giovani in fuga a bordo di un’auto hanno forzato un posto di blocco a Castello d’Agogna, venendo poi intercettati e denunciati dai Carabinieri dopo un inseguimento nei campi. All’interno del veicolo i militari hanno sequestrato circa 1.000 euro in contanti, orologi di dubbia provenienza e un intero kit di arnesi da scasso.
Inseguimento a Castello d’Agogna
Un guasto meccanico e la determinazione delle forze dell’ordine hanno stroncato sul nascere la fuga spericolata di due giovani pregiudicati. Nel pomeriggio del 20 maggio scorso, intorno alle ore 15:00, le strade di Castello d’Agogna e Robbio Lomellina sono diventate lo scenario di un concitato inseguimento che si è concluso solo tra le campagne della zona, dove i Carabinieri sono però riusciti a bloccare i fuggitivi.
Targa alterata
L’allarme è scattato in via Gorizia, quando un equipaggio della Polizia Locale ha intimato l’alt a un’autovettura sospetta. A bordo del veicolo viaggiavano almeno due soggetti con il volto parzialmente travisato da mascherine chirurgiche. Ad attirare l’attenzione degli agenti è stata soprattutto la targa posteriore, che appariva visibilmente alterata e contraffatta. Anziché accostare, il conducente ha pigiato a fondo sull’acceleratore, dando il via a una precipitosa fuga in direzione di Castello d’Agogna.
Auto in panne
La corsa a folle velocità si è interrotta bruscamente a causa di un’improvvisa avaria meccanica del mezzo. Trovandosi con l’auto in panne, i due occupanti non hanno esitato ad abbandonare il veicolo, disperdendosi a piedi nei campi circostanti nella speranza di far perdere le proprie tracce nella fitta vegetazione campestre.
Due bloccati
Il coordinamento immediato tra le forze di polizia ha fatto la differenza. Gli agenti della Locale hanno prontamente allertato la Compagnia Carabinieri di Vigevano, che ha fatto scattare un massiccio piano di ricerche stringendo il cerchio attorno all’area interessata. Il primo dei fuggitivi è stato bloccato quasi nell’immediato dai militari della zona. Per il secondo, invece, la fuga è durata più a lungo: i Carabinieri della Stazione di Robbio lo hanno inseguito a piedi per circa un chilometro attraverso i terreni agricoli, riuscendo infine a raggiungerlo e a immobilizzarlo.
I due fermati sono stati identificati in S.F.T., di 19 anni, e M.D., di 21 anni. Entrambi, già ben noti alle forze dell’ordine per reati specifici, sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica.
Il kit del perfetto scassinatore
I successivi controlli approfonditi sui due giovani e all’interno del veicolo hanno svelato il probabile motivo di una fuga così disperata. Le perquisizioni personali e veicolari hanno permesso di rinvenire e sequestrare un vero e proprio arsenale di strumenti illeciti e refurtiva di dubbia provenienza.
Nello specifico, i militari hanno rinvenuto circa 1.000 euro in contanti, una parte dei quali – per l’esattezza 550 euro – era stata nascosta in modo strategico dietro l’aletta parasole dell’abitacolo. Insieme al denaro sono emersi numerosi arnesi da scasso, grimaldelli, guanti da lavoro e cappelli utili a coprire il volto durante i colpi, oltre a una ricetrasmittente e a un carrello portapacchi pieghevole.
La perquisizione ha portato anche al recupero di sei orologi di marca Paul Hewitt, sui quali sono tuttora in corso accertamenti per stabilire l’esatta provenienza. Infine, gli inquirenti hanno rinvenuto due estintori: un espediente ingegnoso, presumibilmente predisposto dalla banda per essere azionato durante la fuga così da creare una fitta cortina fumogena e ostacolare la visuale delle gazzelle dell’Arma.
Auto con targa clonata
Anche l’autovettura è stata posta sotto sequestro giudiziario. Gli accertamenti tecnici hanno confermato che il mezzo circolava sprovvisto della targa originale, la quale era stata fraudolentemente sostituita con una targa clonata proprio per eludere i controlli stradali e i sistemi di videosorveglianza comunale.
Le accuse
Sui due giovani pendono ora accuse pesantissime. I Carabinieri li ritengono infatti responsabili dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, clonazione di targhe, ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori accertamenti tecnici sia sul veicolo sia sul materiale sequestrato per verificare se la banda sia coinvolta in recenti furti messi a segno nella zona della Lomellina.