I materiali divulgativi sulla salute presentano forti disparità nei livelli di leggibilità, condizionando l’accesso dei cittadini ai percorsi di prevenzione e terapia. Questo è il dato principale emerso dal primo studio scientifico del progetto ICaRe, presentato durante un workshop specialistico del congresso internazionale European Chapter of the Association for Computational Linguistics (EACL) 2026. La ricerca ha preso in esame l’efficacia dei testi impiegati nelle campagne di sensibilizzazione e nei programmi di screening oncologico sul territorio nazionale.
La rete scientifica e gli obiettivi del progetto ICaRe
L’indagine si inserisce nel programma ICaRe, un piano di ricerca finanziato da Fondazione Cariplo e guidato dal Policlinico San Matteo di Pavia. La rete scientifica vede la collaborazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dell’Università degli Studi di Pavia, della Fondazione Cnao e dell’Irccs Maugeri Pavia, insieme a molteplici associazioni attive nel settore dell’assistenza ai malati. L’attività degli specialisti punta a incrementare l’accessibilità della comunicazione in ambito medico, focalizzandosi sui bisogni delle fasce di popolazione che presentano una minore alfabetizzazione sanitaria o condizioni di vulnerabilità sociale.
Analisi computazionale su ottantadue opuscoli istituzionali
Il gruppo di lavoro ha esaminato ottantadue documenti informativi ufficiali stampati o digitalizzati in Italia in un arco temporale compreso tra il 2010 e il 2025. Il campionamento ha incluso testi elaborati da presidi ospedalieri, aziende sanitarie locali e ministeri. Per valutare il grado di complessità dei testi, i ricercatori hanno introdotto un protocollo metodologico che unisce i parametri qualitativi tradizionali, come l’impaginazione e l’uso dei supporti iconografici, con i moderni strumenti di calcolo automatico forniti dalla linguistica computazionale.
I fattori che ostacolano la comprensione dei testi medici
Le rilevazioni evidenziano che l’indice di difficoltà di un testo medico è il risultato della combinazione di molteplici variabili strutturali. Gli ostacoli principali sono rappresentati dall’adozione di costrutti sintattici articolati, caratterizzati da periodi lunghi, e dall’impiego di una terminologia clinica specialistica estranea al lessico comune. Lo studio dimostra che sussistono ampie divergenze comunicative tra enti diversi anche a parità di patologia trattata. Un peso rilevante viene attribuito anche all’inclusività e al linguaggio di genere, data la persistenza del maschile generico e di schemi grafici che non sempre intercettano la totalità della platea dei destinatari.
Linee guida contro le disuguaglianze nell’accesso alle cure
La finalità ultima della ricerca consiste nel fornire parametri scientifici per la stesura dei futuri piani di comunicazione pubblica. In merito alle ricadute sociali dello studio, i ricercatori coinvolti nel progetto hanno dichiarato:
“Comprendere come il linguaggio influisce sull’accesso alle informazioni sanitarie è fondamentale per ridurre le disuguaglianze. Il lavoro rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di linee guida basate su evidenze scientifiche per la produzione di materiali informativi più chiari, inclusivi ed efficaci”.