Il 21 maggio 2026 Pavia commemora i 150 anni dal primo taglio cesareo eseguito con la tecnica sviluppata dal professor Edoardo Porro. L’intervento, avvenuto il 21 maggio 1876 presso l’Ospedale San Matteo, segnò un cambiamento nelle procedure ostetriche. In quel periodo storico, la mortalità materna per questa tipologia di operazione superava il 70-80% a causa di infezioni ed emorragie.
Il primario scelse di asportare l’utero e le ovaie subito dopo l’estrazione della neonata, garantendo la sopravvivenza della paziente, Giulia Cavallini, e della figlia, Maria Alessandrina Cesarina, in una sessione operatoria durata 43 minuti.
L’impatto scientifico nella medicina perinatale
La procedura introdotta dal docente pavese definì i parametri per il controllo delle emorragie e la prevenzione della sepsi nella chirurgia addominale.
Il direttore della SC Ostetricia e Ginecologia 1 del Policlinico San Matteo, Arsenio Spinillo, ha analizzato la rilevanza della ricorrenza:
“A 150 anni di distanza, l’eredità di Porro continua a vivere nella perinatologia contemporanea. I principi di sicurezza materna e controllo del rischio emorragico rimangono al centro dei protocolli attuali di taglio cesareo e della gestione delle emorragie post partum (PPH), una delle principali cause di mortalità materna ancora oggi. L’approccio innovativo e coraggioso di Porro ispira la moderna medicina materno-fetale, che integra tecnologie avanzate, terapia intensiva neonatale e multidisciplinarietà per garantire il miglior outcome possibile per madre e bambino anche nei casi più complessi. Oggi il taglio cesareo è diventato uno degli interventi più sicuri e diffusi della medicina, trasformandolo da procedura spesso fatale a strumento salvavita: un’evoluzione resa possibile proprio dallo spirito pionieristico che animò Edoardo Porro a Pavia”.
Il rinnovamento dei servizi sanitari al Policlinico
La celebrazione scientifica coincide con l’attuazione di un piano di riorganizzazione assistenziale per le utenti della struttura ospedaliera.
Il professor Arsenio Spinillo ha illustrato i provvedimenti programmati dall’istituto:
“L’Università di Pavia, custode di questo straordinario patrimonio storico-scientifico, rende omaggio a uno dei suoi docenti più illustri, celebrando non solo un anniversario, ma l’attualità di un’intuizione che ha salvato milioni di vite nel mondo. Il Policlinico San Matteo per l’occasione sta predisponendo importanti modifiche del percorso nascita per le donne che intendano partorire presso la Struttura di Ostetricia con l’ottica di rendere più semplice e fruibile l’accesso alle cure. Ogni fase dell’assistenza dalla gravidanza al parto fino al post partum, è stata ripensata con l’obiettivo di offrire un’esperienza più accogliente, umana e vicina alle esigenze delle pazienti. Crediamo infatti che la nascita non sia soltanto un evento clinico, ma un momento profondamente personale ed emotivo, che richiede ascolto, rispetto e accompagnamento continuo”.
Le misure assistenziali contro la denatalità
Il progetto mira a semplificare l’accesso alle terapie mediche attraverso percorsi differenziati per le gestanti e l’attivazione di canali di comunicazione dedicati.
Il direttore della struttura complessa ha concluso:
“Abbiamo introdotto servizi e modalità di assistenza orientati alla personalizzazione delle cure, all’ascolto attivo e al sostegno della donna e della coppia in ogni fase del percorso. Nel pratico le modifiche introdotte includeranno il miglioramento della assistenza ostetrica nelle gravide a basso rischio con la presa in carico ambulatoriale da parte di ostetriche dedicate, un rimodellamento della accoglienza con l’istituzione di un servizio di segreteria dedicata ed una mail box presso le quali le utenti potranno richiedere ed ottenere le prestazioni. In un periodo di così forte denatalità, il favorire e rendere più facile l’accesso alle cure perinatologiche primarie rappresenta un imperativo inderogabile”.