CHIRURGIA DEL FUTURO

Il seno si ricostruisce senza protesi: alla Maugeri eseguito il primo intervento con tecnica DIEP

Un intervento complesso ma mininvasivo che utilizza i tessuti della paziente, azzera il rischio di rigetto e garantisce un risultato naturale

Il seno si ricostruisce senza protesi: alla Maugeri eseguito il primo intervento con tecnica DIEP

L’IRCCS Maugeri di Pavia ha eseguito con successo il primo intervento di ricostruzione mammaria tramite tecnica DIEP, un’avanzata procedura di microchirurgia autologa. Questo metodo permette di rigenerare il seno dopo un tumore utilizzando esclusivamente i tessuti addominali della paziente, garantendo un risultato naturale senza l’uso di protesi.

Il seno si ricostruisce senza protesi

C’è una nuova frontiera nella rinascita delle donne colpite da tumore al seno, ed entra ufficialmente nei corridoi della sanità pavese. La Breast Unit dell’IRCCS Maugeri di Pavia ha infatti segnato una svolta fondamentale eseguendo il primo intervento di ricostruzione mammaria tramite tecnica DIEP (Deep Inferior Epigastric Perforator).

Si tratta di una delle metodiche più all’avanguardia nel panorama chirurgico internazionale per le donne che hanno dovuto affrontare una mastectomia. A guidare l’équipe è stato il dottor Andrea Manconi, specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva e microchirurgia, all’interno della struttura diretta dal professor Fabio Ruggero Maria Corsi. L’obiettivo non è solo curare, ma restituire un’immagine corporea armonica, naturale e destinata a durare nel tempo.

Dottor Andrea Manconi

Come funziona la tecnica DIEP

La vera innovazione della metodica risiede nel totale superamento dei corpi estranei artificiali. Il seno viene letteralmente “rigenerato” attingendo alle risorse biologiche della paziente stessa, con enormi vantaggi per il benessere generale del corpo.

A spiegarne il valore medico e l’impatto sul corpo è lo stesso dottor Manconi:

“La tecnica DIEP permette di ricostruire la mammella utilizzando il tessuto adiposo e cutaneo dell’addome della paziente, senza ricorrere a protesi artificiali e preservando i muscoli addominali. A differenza delle tecniche più datate, che prevedevano il sacrificio di parte della muscolatura addominale, la metodica DIEP preserva il muscolo retto dell’addome, favorendo un recupero più rapido e riducendo il rischio di indebolimento della parete addominale”.

L’architettura dell’intervento si fonda su una sofisticata precisione: i vasi sanguigni del lembo addominale prelevato devono essere ricollegati ai vasi del torace attraverso una sutura microscopica. Proprio per questa complessità estrema, l’operazione richiede competenze microchirurgiche d’eccellenza, motivo per cui è ad oggi disponibile soltanto in un ristretto numero di centri altamente specializzati.

I vantaggi a lungo termine

Entrando nel dettaglio clinico, l’operazione unisce i principi della chirurgia oncologica a quelli dell’alta chirurgia estetica, offrendo soluzioni anche a patologie collegate, come il linfedema.

Il dottor Manconi illustra così le fasi salienti della procedura:

“L’intervento prevede un’incisione dell’addome simile a quella di un’addominoplastica. Attraverso esami preoperatori come angio-TC ed ecocolordoppler vengono individuati i vasi sanguigni che alimentano il tessuto da trapiantare, successivamente isolati e collegati ai vasi toracici mediante tecniche di microchirurgia. Il tessuto viene poi modellato per ricreare forma e volume della mammella in modo il più possibile naturale e armonioso rispetto a quella controlaterale. Contestualmente, la parete addominale viene ricostruita e suturata con particolare attenzione al risultato estetico, riposizionando anche l’ombelico e lasciando una cicatrice facilmente nascondibile. Nelle pazienti con linfedema del braccio è inoltre possibile associare nello stesso intervento anche un trapianto di linfonodi prelevati dall’inguine”.

Questa ricostruzione autologa (cioè effettuata con i propri tessuti) si rivela la scelta d’elezione soprattutto per le donne che devono sottoporsi a radioterapia o che presentano quadri clinici complessi, scenari in cui le classiche protesi presentano un rischio maggiore di complicanze o rigetto. Inoltre, non essendoci impianti artificiali, il nuovo seno si integrerà totalmente con l’organismo, modificandosi in modo simmetrico e naturale anche a seguito di eventuali variazioni del peso corporeo nel corso degli anni.

I tempi del recupero

L’intervento ha una durata compresa tra le 4 e le 6 ore, a cui segue un periodo di degenza e monitoraggio in ospedale di 5 giorni. Il ritorno alla quotidianità è sorprendentemente rapido: bastano infatti dalle 2 alle 4 settimane per riprendere le normali attività, mentre lo sport può essere reintrodotto in modo graduale subito dopo.

La conferma dell’efficacia e della tollerabilità di questo approccio arriva direttamente da Claudia, la prima paziente ad aver beneficiato della metodica all’IRCCS Maugeri Pavia:

“Mi sono sottoposta all’intervento di ricostruzione del seno e dopo soli due giorni sono già in piedi e riesco a muovermi in autonomia. Inizialmente ero preoccupata ma, durante i colloqui preliminari, il dott. Manconi mi ha spiegato in modo chiaro e preciso le fasi dell’intervento e questo mi ha molto tranquillizzata. Al risveglio dall’anestesia non ho sofferto e adesso aspetto con ansia le dimissioni per tornare alla mia vita con una ritrovata serenità e confidenza con il mio corpo”.

Un’offerta terapeutica completa e multidisciplinare

Con questo passo in avanti, la Breast Unit pavese completa il proprio portfolio di trattamenti, posizionandosi come punto di riferimento assoluto per la salute della donna.

Il professor Fabio Ruggero Maria Corsi esprime grande soddisfazione per il traguardo raggiunto:

“Oggi con l’introduzione della tecnica DIEP pressa la nostra Unità possiamo offrire alle nostre pazienti tutte le possibilità ricostruttive dopo la chirurgia oncologica. Credo che un centro di eccellenza debba poter offrire tutto il meglio alle pazienti e da oggi presso Maugeri con l’introduzione di tecniche ricostruttive microchirurgiche la proposta ricostruttiva è completa. La signora Claudia è stata dimessa in quinta giornata post operatoria in ottime condizioni e sarà la prima di una lunga serie”.

Professor Fabio Corsi

L’introduzione della tecnica DIEP corona un modello di cura prettamente multidisciplinare. Attorno alla paziente della Breast Unit collaborano costantemente chirurghi senologi, chirurghi plastici, anestesisti, fisiatri e specialisti della riabilitazione. Un approccio integrato che rispecchia fedelmente la missione dell’IRCCS Maugeri Pavia, da sempre focalizzato sulla cura delle patologie mammarie e sulla medicina riabilitativa.

A potenziamento di questa rete assistenziale, il Centro ha inoltre attivato di recente un ambulatorio specifico dedicato alle pazienti ad alto rischio, ovvero coloro che presentano mutazioni genetiche o una forte familiarità per il tumore alla mammella.