A seguito della scoperta di polveri d’amianto disperse durante i lavori al Liceo Golgi di Broni, la Procura di Pavia ha aperto un’indagine penale. Lo Sportello Amianto Nazionale ha quindi richiesto il sequestro preventivo urgente della scuola per tutelare i 500 studenti e i 70 lavoratori coinvolti.
Amianto al Liceo Golgi di Broni
Le lezioni erano regolarmente in corso quando i martelli demolitori hanno iniziato a intaccare il cuore dell’edificio. Era il 23 marzo 2026. Oggi, a meno di due mesi da quel giorno, la vicenda del Liceo “Golgi” di Broni si trasforma in un vero e proprio caso giudiziario di rilevanza nazionale. La Procura della Repubblica di Pavia ha ufficialmente aperto un fascicolo di indagine penale e, nelle scorse ore, lo Sportello Amianto Nazionale ha depositato un’istanza urgente per chiedere il sequestro preventivo immediato dell’intera struttura scolastica.
L’obiettivo è chiaro: mettere i sigilli all’istituto per impedire l’accesso a studenti e personale, congelando lo stato dei luoghi prima che eventuali interventi possano alterare le prove di quello che si preannuncia come un clamoroso fallimento nella gestione della sicurezza ambientale.
Il cantiere a lezioni in corso
I fatti che hanno originato la tempesta giudiziaria risalgono alla fine di marzo, quando all’interno del liceo sono stati avviati i lavori per l’allargamento del cavedio di un ascensore. Un intervento strutturale invasivo che, stando alle accuse, sarebbe stato condotto mentre le aule erano popolate da circa 500 studenti e 70 membri del personale, tra docenti e non docenti.
Polveri di amianto
Le polveri sprigionate dal cantiere si sono propagate rapidamente in tutto l’edificio. Solo successivamente, i successivi campionamenti hanno confermato il sospetto più cupo: in quelle polveri c’era amianto. La contaminazione ha esposto potenzialmente l’intera comunità scolastica a fibre killer, riaccendendo l’incubo della fibra minerale in una terra che ha già pagato un tributo altissimo in termini di vite umane.
Denuncia-querela
L’apertura del fascicolo da parte dei magistrati pavesi fa seguito a una dettagliata denuncia-querela presentata lo scorso 3 aprile. La Procura ha già assegnato il caso a un Pubblico Ministero, che coordinerà le indagini per accertare le responsabilità penali e amministrative.
La rete dei soggetti iscritti o potenzialmente iscrivibili nel registro degli indagati è ampia e tocca l’intera filiera istituzionale e tecnica. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sono:
- La Provincia di Pavia, in qualità di ente proprietario dell’immobile scolastico;
- La dirigenza scolastica del Liceo Golgi, che la legge individua come datore di lavoro responsabile della sicurezza dei dipendenti e degli utenti;
- L’impresa esecutrice dei lavori di adeguamento dell’ascensore;
- L’intera catena di controllo e progettazione, che include il Responsabile Unico del Progetto (RUP), il Direttore dei Lavori, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Responsabile specifico per il Rischio Amianto.
Perché si chiedono i sigilli
L’istanza di sequestro preventivo, presentata ai sensi dell’articolo 321 del Codice di procedura penale dall’avvocato Barbara Cuneo del Foro di Genova (legale dello Sportello Amianto Nazionale), risponde a tre precise necessità cautelari.
In primo luogo, vi è l’urgenza di vietare l’uso degli ambienti scolastici, considerati in condizioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica. In secondo luogo, i sigilli sono indispensabili per preservare lo stato dei luoghi in vista di accertamenti tecnici irripetibili da parte dei periti della Procura. Infine, la misura mira a evitare l’aggravamento delle conseguenze o la protrazione di una situazione di rischio per i ragazzi e i lavoratori.
Nell’area ex Fibronit
A rendere la vicenda ancor più sconcertante è il contesto geografico e storico in cui si colloca. Il Liceo Golgi sorge infatti all’interno del perimetro del SIN (Sito di Interesse Nazionale) dell’ex Fibronit di Broni, una delle fabbriche di cemento-amianto più tristemente note d’Italia per l’elevato indice di mortalità da mesotelioma tra operai e cittadini.
Non solo: l’edificio scolastico era già stato oggetto di un imponente intervento di bonifica e messa in sicurezza, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per un valore di circa 3 milioni di euro. Com’è stato possibile che, in un’area così sensibile e dopo investimenti milionari, un cantiere edile sia stato gestito senza le dovute cautele? È l’interrogativo a cui la Procura di Pavia è chiamata a dare una risposta istituzionale, trasparente e terza.
Lo Sportello Amianto Nazionale – ente riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente con Decreto n. 166/2025 – ha annunciato che continuerà a monitorare il caso da vicino, depositando progressivamente memorie tecniche integrative per supportare l’azione della magistratura e garantire che la verità sul caso del Liceo Golgi emerga con assoluta chiarezza.