Sanità digitale

Ricerca e Codice Privacy: il Policlinico San Matteo modello nazionale per i dati

Focus sull’uso secondario delle informazioni cliniche in un convegno al Campus Salute di Pavia

Ricerca e Codice Privacy: il Policlinico San Matteo modello nazionale per i dati

Il Policlinico San Matteo di Pavia si attesta come prima best practice in Italia nell’utilizzo secondario dei dati sanitari a scopi di ricerca, in conformità con l’art. 110-bis del Codice Privacy. Lunedì 18 maggio 2026, dalle 10.30 alle 12.30, l’Aula Magna Ferrata del Campus Salute ospiterà un incontro per analizzare questo modello operativo che permette l’impiego dei dati senza necessità di raccogliere nuovamente il consenso degli assistiti, purché sussistano determinate garanzie di tutela.

Il valore strategico dei dati nella ricerca clinica

L’appuntamento approfondisce la gestione del patrimonio informativo sanitario per finalità scientifiche, bilanciando l’innovazione medica e la protezione dei diritti individuali. Alessandro Venturi, presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, sottolinea l’importanza di questa integrazione nel comune di Pavia:

“Gli IRCCS rappresentano una delle espressioni più mature dell’integrazione tra produzione di conoscenza scientifica e presa in carico della persona – afferma Alessandro Venturi, presidente della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo –. I dati sanitari sono un patrimonio collettivo che consente alla medicina di evolvere verso modelli sempre più predittivi e personalizzati. La sfida è culturale prima ancora che normativa: costruire un sistema in cui innovazione, sicurezza giuridica e tutela dei diritti dei pazienti procedano insieme. L’esperienza del San Matteo dimostra che questo equilibrio è possibile”.

Lectio magistralis sulle sfide del Codice Privacy

Il programma prevede una lectio magistralis tenuta dai legali Agostino Migone De Amicis e Fausto Massimino sul tema delle opportunità offerte dal quadro normativo attuale a Pavia. Fausto Massimino, Legal Governance & Compliance One Roche Head, spiega:

“Iniziative come queste sono fondamentali per promuovere un confronto concreto tra istituzioni, ricerca e industria su come valorizzare in modo responsabile il potenziale dei dati sanitari a beneficio dell’innovazione e dei pazienti. L’art. 110-bis rappresenta uno dei passaggi importanti verso un approccio più moderno e sostenibili sull’utilizzo dei dati sanitari per finalità scientifiche, superando una visione esclusivamente consenso-centrica e mantenendo al tempo stesso elevate garanzie di tutela per i pazienti. L’esperienza del San Matteo dimostra come sia possibile valorizzare in modo responsabile il patrimonio informativo sanitario per accelerare la ricerca, generare evidenze utili alla pratica clinica e contribuire allo sviluppo di una medicina sempre più personalizzata”.

Applicazioni pratiche e confronto istituzionale

Il convegno illustrerà l’esperienza clinica del San Matteo con gli interventi dello specialista Salvatore Corallo e della coordinatrice Alessandra Ferrari, che presenteranno casi concreti di applicazione del modello in ambito di ricerca clinica nel comune di Pavia.

Seguirà una tavola rotonda moderata da Alessandro Venturi che coinvolgerà esponenti della Regione Lombardia, docenti universitari e vertici del mondo sanitario come Giuseppe Franco Ferrari (Professore Emerito di Diritto Costituzionale, Università L. Bocconi), Alessandro Fermi  (Assessore all’Università, Ricerca, Innovazione Regione Lombardia), Mario Giovanni Melazzini (Direzione Generale Welfare Regione Lombardia)  e Gianluca Polifrone (Direttore Generale Biotecnopolo di Siena).

Il dibattito verterà sul bilanciamento tra il diritto alla salute e le esigenze della scienza. Le conclusioni saranno affidate a Emanuele Monti, presidente della IX Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia.