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Un incontro, un libro, un messaggio di dialogo: il ringraziamento di Emanuele Gallotti a Fabio Fazio

Un gesto semplice, un dialogo umano e un contributo alla comprensione reciproca attraverso il libro sulla questione palestinese consegnato al noto conduttore

Un incontro, un libro, un messaggio di dialogo: il ringraziamento di Emanuele Gallotti a Fabio Fazio

di Emanuele Gallotti

Certe occasioni non si esauriscono nel tempo breve in cui accadono. Restano come tracce vive, capaci di suggerire riflessioni più ampie e durature. È con questo spirito che ripercorro l’esperienza vissuta in occasione della puntata del 3 maggio 2026 della trasmissione Che tempo che fa, rivolgendo un sentito ringraziamento al suo conduttore Fabio Fazio.

La partecipazione alla trasmissione

Grazie all’interessamento di mia figlia Sara, che ha scritto alla redazione del programma segnalando il mio desiderio di assistere alla trasmissione e di consegnare a Fazio un mio libro dedicato al conflitto palestinese, ho potuto partecipare – accompagnato da lei – a una puntata particolarmente ricca di contenuti.

La serata del 3 maggio 2026 ha confermato la forza del format: un equilibrio riuscito tra informazione, spettacolo e intrattenimento. Al fianco di Fazio, come di consueto, Luciana Littizzetto e Filippa Lagerbäck.

Tra i momenti più significativi, il ricordo di Alex Zanardi, simbolo di resilienza, e la presenza di ospiti di primo piano come il regista Pedro Almodóvar, lo scrittore Emmanuel Carrère e Walter Veltroni.
Di grande interesse anche il dialogo tra Alberto Angela e l’astronauta Luca Parmitano, così come gli interventi di Antonio Scurati, Francesco Costa, Massimo Giannini e Cecilia Sala.

Non sono mancati momenti di leggerezza, affidati anche alla comicità di Enrico Brignano e al consueto “Tavolo” finale, animato da numerosi ospiti: oltre a Parmitano, Diego Abatantuono, Iva Zanicchi, Nino Frassica, Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, Lello Arena, Orietta Berti, Paolo Rossi, Ubaldo Pantani, Mara Maionchi, Gigi Marzullo, Francesco Paolantoni, la Signora Coriandoli e Giucas Casella.

Nel complesso, una puntata capace di unire linguaggi diversi e pubblici trasversali, mantenendo viva una dimensione di riflessione accanto all’intrattenimento.

Il “Tavolo” finale

Un incontro significativo

Al termine della trasmissione ho avuto l’opportunità di consegnare personalmente a Fazio il mio libro sulla questione palestinese, già presentato su Prima Pavia il 20 aprile e nuovamente il 6 maggio. Un gesto semplice, ma carico di significato, che racchiude un percorso umano e culturale.

L’incontro, seppur breve, è stato caratterizzato da attenzione e ascolto. Nel ricevere il volume, Fazio si è soffermato a sfogliarlo cogliendone il senso e ha osservato: “ci vuole coraggio per fare questo”. Un riconoscimento per me importante, sul piano personale e civile.

In quel contesto, grazie anche alla presenza delle signore Chiara e Lucia, che hanno accolto con grande cortesia me e mia figlia, si è creato un momento di autentico scambio umano. È stato proprio attraverso Chiara che Fazio ha saputo della mia età – 85 anni – esprimendo apprezzamento per la mia presenza fino al termine della lunga trasmissione.

Un dialogo che continua

Nei giorni successivi, mia figlia ha trasmesso un ulteriore messaggio di ringraziamento alla redazione, chiedendo che fosse recapitato al conduttore: un passaggio che testimonia quanto la cura delle relazioni contribuisca a dare valore agli incontri.

Il libro consegnato nasce da mesi di riflessione su una delle questioni più complesse del nostro tempo. Non pretende di offrire soluzioni, ma si propone come contributo al dialogo, nella convinzione che la conoscenza rappresenti un primo passo verso la comprensione reciproca.

Gaza: una realtà che interpella

A mesi da un cessate il fuoco, la situazione a Gaza Strip resta drammatica. Le violenze continuano a provocare sofferenze diffuse; molte famiglie vivono in condizioni estremamente precarie, prive di beni essenziali e di assistenza adeguata. Il sistema sanitario è allo stremo.

È una realtà che interpella profondamente le coscienze e richiede uno sguardo attento e responsabile.

In prossimità del 25 aprile, ho ritenuto significativo inviare una copia del volume al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendone un incoraggiamento a proseguire nel mantenere aperto uno spazio di dialogo fondato sul rispetto reciproco.
Attraverso mia nipote Manuela, impegnata nella ricerca scientifica a Londra, il testo è giunto – in traduzione – anche a un collega originario di Gaza, la cui reazione è stata intensa: non tanto per le tesi, quanto per il riconoscimento di uno sguardo umano e partecipe.

Memoria e radici

Nel corso del breve scambio, abbiamo evocato anche la Liguria, terra cara a Fazio – nato a Savona e residente a Celle Ligure – e che porto nel cuore fin dagli anni Cinquanta. Località come Spotorno e Savona rappresentano per me non solo luoghi, ma veri e propri riferimenti affettivi e civili.

A queste terre sono legati ricordi importanti e figure che hanno segnato il mio percorso umano, come il dottor Arturo Actis di Spotorno e il dottor Elio Speranza di Savona, entrambi testimoni dei valori della Resistenza. Il compianto dottor Speranza, amico anche del dottor Fazio oltre che mio, è una figura che ho avuto modo di frequentare in diverse occasioni: lo avevo portato anche a Pavia e lo incontravo a Voghera ogni volta che si riuniva la Federazione Italiana Volontari della Libertà, di cui entrambi facevamo parte. Con loro ho condiviso momenti di impegno e partecipazione, nel solco degli ideali del 25 aprile.

Richiamare queste radici significa riaffermare l’importanza della memoria come fondamento del presente e come guida per affrontare le sfide del nostro tempo.

Il valore dei piccoli gesti

Non è un libro a risolvere un conflitto, né una lettera a cambiare il corso degli eventi. Tuttavia, esiste una responsabilità diffusa che si esprime anche attraverso gesti semplici: scrivere, leggere, ascoltare, condividere. In questo senso, anche l’incontro con il dottor Fazio assume un valore simbolico.

Un ringraziamento sincero

Rinnovo il mio ringraziamento al dottor Fabio Fazio per la disponibilità e l’attenzione dimostrate, così come alle signore Chiara e Lucia per l’accoglienza ricevuta. Porto con me il ricordo di un’esperienza significativa, che conferma quanto sia ancora possibile costruire occasioni di ascolto e dialogo. Un libro consegnato, una conversazione avviata, un ascolto reciproco: piccoli gesti che, forse, non cambiano il mondo, ma contribuiscono a renderlo un luogo più consapevole.