ECONOMIA

Il commercio di vicinato perde pezzi: a Pavia scomparsi oltre 1.200 negozi in dieci anni

Allarme desertificazione commerciale anche nella nostra provincia: calano le saracinesche ma cresce il numero di addetti. La ristorazione resta l'unico baluardo contro lo svuotamento dei centri

Il commercio di vicinato perde pezzi: a Pavia scomparsi oltre 1.200 negozi in dieci anni

Tra il 2015 e il 2025 la Lombardia ha perso quasi 13.000 negozi, con Pavia che registra un pesante -13,2% di imprese attive. Nonostante la crisi di settori come abbigliamento e cultura, l’occupazione cresce grazie alla spinta della ristorazione e dei servizi alla persona (foto di copertina creata con IA).

Negozi di vicinato: – 1.200 in dieci anni

Le strade di Pavia e della sua provincia stanno cambiando volto, e non sempre in meglio. Quello che un tempo era il fitto tessuto dei negozi sotto casa, punti di riferimento non solo economici ma anche sociali, sta lentamente sbiadendo. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, tra il 2015 e il 2025 il territorio pavese ha visto una contrazione drammatica della propria rete distributiva.

Pavia tra le più colpite in Lombardia

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: la provincia di Pavia ha perso 1.237 unità locali nell’ultimo decennio. Si tratta di una flessione del -13,2%, un dato che colloca il territorio pavese tra i più sofferenti dell’intera Lombardia, superato in termini percentuali solo da Mantova. Se a Milano la rete tiene (appena -1,3%), a Pavia la desertificazione avanza a passo spedito, minacciando di svuotare i centri storici e le periferie della loro identità.

Saldo N° Unità locali
BERGAMO -1.840
BRESCIA -3.172
COMO -554
CREMONA -552
LECCO -388
LODI -402
MANTOVA -1.412
MILANO -755
MONZA E BRIANZA -625
PAVIA -1.237
SONDRIO -439
VARESE -1.602
TOTALE LOMBARDIA -12.978

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Tra il 2015 e il 2025 il commercio locale ha vissuto una fase di profonda trasformazione e il saldo delle imprese attive a livello nazionale vede un calo del -6,7% complessivo negli ultimi 10 anni, toccando nel 2025 il punto più basso di tutto il periodo di osservazione.

La dinamica è ancor più accentuata in Lombardia, seppur con intensità differenti nelle diverse realtà locali. Nello specifico, a Mantova la flessione evidenziata nello studio di Nomisma è stata del -19,9% ma, proporzionalmente, contrazioni marcate riguardano anche Brescia (-13,7%), Pavia (-13,2%), Lodi (-12,5%) e Varese (-12,2%). In regione, è invece Milano ad aver fatto segnare la perdita più contenuta (-1,3%).

Var% 2015-2025
Saldo numero addetti 2025 vs 2015
BERGAMO -10,3%
BRESCIA -13,7%
COMO -6,3%
CREMONA -9,7%
LECCO -8,4%
LODI -12,5%
MANTOVA -19,9%
MILANO -1,3%
MONZA E BRIANZA -5,2%
PAVIA -13,2%
SONDRIO -11,6%
VARESE -12,2%
Media Lombardia -7,8%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

“Non è solo un dato preoccupante, ma il segnale evidente di città che si svuotano, di relazioni che si indeboliscono e di comunità che rischiano di perdere i propri tradizionali punti di riferimento”, commenta Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. “Il declino del commercio di prossimità non riguarda soltanto l’economia, ma incide direttamente sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale dei territori”.

Meno saracinesche, più lavoratori

Nonostante la chiusura dei negozi fisici, il comparto mostra un volto inaspettato sul fronte del lavoro. Anche a Pavia l’occupazione nel settore cresce, seppur con il freno a mano tirato rispetto al resto della regione. Mentre città come Milano e Bergamo registrano balzi occupazionali oltre il 26%, Pavia si ferma a un modesto +3,4%, con un saldo di 595 nuovi addetti rispetto al 2015. Questo incremento è trainato principalmente dal comparto della ristorazione, che sta assorbendo la forza lavoro un tempo impiegata nel commercio tradizionale.

Var% 2015-2025 Saldo numero addetti 2025 vs 2015
Saldo numero addetti 2025 vs 2015
BERGAMO 26,4% 10.165
BRESCIA 14,7% 7.566
COMO 27,1% 5.485
CREMONA 8,6% 992
LECCO 24,1% 2.367
LODI 6,8% 452
MANTOVA 9,2% 1.323
MILANO 27,3% 37.713
MONZA E BRIANZA 19,9% 5.407
PAVIA 3,4% 595
SONDRIO 12,6% 1.087
VARESE 18,3% 5.328
Lombardia 21% 78.480

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di prossimità della Lombardia negli ultimi 10 anni sono aumentati di quasi 78.500 unità e nel 2025 risultano essere quasi 452.000.

Calano i prezzi, ma l’affitto pesa

Un altro ostacolo per i commercianti è rappresentato dai costi fissi. L’osservatorio evidenzia una dinamica quasi paradossale: mentre il valore di mercato dei locali (compravendita) a Pavia è sceso dell’8,6%, i canoni di locazione non accennano a diminuire, registrando anzi un aumento del 10,4%. Questa forbice rende sempre più difficile per una piccola attività di vicinato garantire la sostenibilità economica nel lungo periodo.

PREZZO COMPRAVENDITA NEGOZI Var% 2025-2015
Bergamo 13,0%
Brescia -7,5%
Como -11,5%
Cremona -7,5%
Lecco -6,5%
Lodi -12,0%
Mantova -12,0%
Milano -7,0%
Monza e Brianza -8,0%
Pavia -8,6%
Sondrio -5,8%
Varese -6,9%
Lombardia -5,1%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

CANONI AFFITTO NEGOZI Var% 2025-2015
Bergamo 27,2%
Brescia 4,9%
Como 12,8%
Cremona 17,3%
Lecco 19,4%
Lodi 17,9%
Mantova 7,7%
Milano 16,1%
Monza e Brianza 18,3%
Pavia 10,4%
Sondrio 17,3%
Varese 23,1%
Lombardia 16%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Ristorazione promossa, crisi nera per abbigliamento e cultura

Analizzando i settori, emerge chiaramente chi vince e chi perde. In tutta la Lombardia, e quindi anche a Pavia, la ristorazione (bar e ristoranti) si conferma il vero motore di crescita e l’unico settore capace di mantenere vive le strade. Al contrario, la situazione è critica per i negozi di abbigliamento, tessile e cultura (libri e svago). Su questi comparti pesano come macigni la concorrenza spietata dell’e-commerce e una contrazione dei consumi che non accenna a fermarsi.

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