di Emanuele Gallotti
Cresce l’attesa a Pavia per la visita di Papa Leone XIV, prevista per sabato 20 giugno 2026. La Prefettura della Casa Pontificia ha diffuso il programma ufficiale dell’evento, che si annuncia denso di significato e articolato in diverse tappe: dall’arrivo nel primo pomeriggio al CUS di Cravino, agli incontri con i malati e il personale del CNAO, fino ai momenti di forte valore simbolico alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e al Duomo. È previsto anche l’incontro con la cittadinanza in Piazza Vittoria, cuore pulsante della vita sociale della città.
Dal finestrone del Palazzo del Broletto, affacciato su Piazza della Vittoria, si conserva e si tramanda la presenza della Madonna di Piazza Grande, tornata al Broletto nel dicembre 2002. La sua storia affonda le radici nel Seicento, quando alcuni artigiani decisero di consacrare una statua alla Vergine come protezione della piazza e della comunità che vi si riconosceva.

Non si tratta soltanto di una visita istituzionale, ma di un appuntamento che coinvolge profondamente la dimensione spirituale e civile dell’intera comunità pavese, chiamata ad accogliere il Santo Padre come pellegrino e pastore in un tempo segnato da sfide complesse.
In questo spirito di attesa e raccoglimento, si auspica inoltre che Papa Leone XIV possa sostare in preghiera davanti alla Madonna di Piazza Grande, venerandone l’immagine come segno di affidamento e di benedizione per la città e per i suoi abitanti.
In questo clima di attesa e riflessione, riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera aperta indirizzata a Sua Santità, che restituisce il sentimento condiviso di accoglienza, memoria e speranza che anima Pavia in questi giorni.
Lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV
Santo Padre Leone XIV,
mi rivolgo a Lei con rispetto filiale e sincera partecipazione in vista della Sua visita a Pavia, prevista per sabato 20 giugno, così come annunciato dal Vescovo Corrado Sanguineti a tutta la comunità diocesana. Le scrivo inoltre nel tempo pasquale appena trascorso, tempo di rinnovata speranza per tutta la Chiesa.
La notizia del Suo arrivo ha suscitato una gioia profonda e condivisa: non si tratta soltanto di un evento atteso, ma di una grazia che coinvolge l’intera città. Pavia, posta lungo la Via Francigena e affacciata sul Ticino, porta con sé una storia antichissima: da municipium romano a capitale del regno longobardo e italico, fino a divenire un centro universitario di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. Le sue chiese, le torri, il patrimonio artistico e culturale raccontano una tradizione viva che continua a interrogare il presente.
Ma soprattutto, Santo Padre, Lei viene qui come pellegrino sulle orme di Agostino d’Ippona, del quale si è dichiarato figlio e discepolo. Nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro riposano le sue reliquie, custodite in una straordinaria Arca marmorea trecentesca, opera di Giovanni di Balduccio, ricca di figure e scene che narrano la vita del Santo. In quel luogo, impreziosito anche dalla Cassetta reliquiario di epoca longobarda donata dal re Liutprando, si avverte ancora oggi la profondità di una testimonianza che ha segnato la storia della Chiesa e del pensiero occidentale.
Agostino d’Ippona, nato a Tagaste nel 354, dopo una giovinezza inquieta giunse alla conversione, divenne sacerdote e poi vescovo di Ippona, mantenendo questo incarico fino alla morte nel 430. Tra i Padri e dottori della Chiesa, la sua riflessione su fede, grazia e peccato continua a illuminare il cammino di molti. Celebre è la sua confessione: «Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te». Parole che ancora oggi danno voce al desiderio più autentico dell’uomo.
La Sua presenza a Pavia assume un significato ancora più intenso proprio alla luce di questo legame spirituale. Non dimentichiamo che, già nel febbraio 2024, Lei vi giunse come pellegrino, dichiarando di essere “figlio di Sant’Agostino”, e scegliendo come motto episcopale l’espressione “In Illo uno unum”: una sintesi potente dell’unità nella diversità, tanto necessaria nel nostro tempo.
Accanto a questa dimensione agostiniana, la diocesi vive anche uno speciale Anno giubilare francescano, indetto in occasione dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi. Con Decreto della Penitenzieria Apostolica, è stato concesso il dono dell’Indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, secondo le consuete condizioni, parteciperanno a questo tempo di grazia. Il Vescovo ha indicato alcune chiese giubilari – tra cui Santa Maria in Canepanova, San Francesco d’Assisi, Santi Cornelio e Cipriano, Santa Maria del Carmine e Sant’Ambrogio ad nemus – come luoghi di pellegrinaggio e di preghiera, aperti a tutti, senza esclusioni. Un’attenzione particolare è rivolta agli anziani, agli infermi, ai detenuti e a quanti, pur impossibilitati a muoversi, possono unirsi spiritualmente offrendo le proprie sofferenze: segno di una Chiesa che si fa prossima e accogliente.
Santo Padre, la comunità pavese – nella sua dimensione ecclesiale e civile – attende il Suo arrivo con cuore riconoscente. È una città vivace, segnata dalla presenza di importanti poli sanitari, da un’intensa vita culturale e da una tradizione accademica secolare. Ma è soprattutto una comunità che desidera essere confermata nella fede e nella testimonianza a Cristo, accogliendo in Lei il Successore di Pietro, guida e pastore universale, e una voce autorevole di pace in un tempo ancora ferito da violenze e guerre.
Le parole con cui le folle accolsero Gesù a Gerusalemme diventano oggi l’espressione più autentica del nostro sentire: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore». In esse si racchiude non solo la gioia dell’incontro, ma anche la disponibilità ad ascoltare e a lasciarsi rinnovare.
Con animo grato e lieto, come figli e discepoli, La attendiamo.
Con deferenza,
Emanuele Gallotti – Pavia