NUOVO STEP

Garlasco, Sempio convocato in Procura mercoledì 6 maggio. Cambia il capo di imputazione: “Ha ucciso da solo”

Nuovo interrogatorio, la notifica è arrivata ieri, mercoledì 29 aprile 2026, ai suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti

Garlasco, Sempio convocato in Procura mercoledì 6 maggio. Cambia il capo di imputazione: “Ha ucciso da solo”

Un novità forse non così clamorosa, piuttosto un percorso lineare, quello della Procura di Pavia, che nelle fasi finali della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco posiziona i pezzi sulla scacchiera in attesa dell’inizio della sfida, quella vera.

La scorsa settimana il procuratore capo Fabio Napoleone si era recato in Procura generale a Milano, oggetto del colloquio con la pg Francesca Nanni la revisione della condanna di Alberto Stasi.

Conseguenziale ora l’incolpazione di Andrea Sempio come unico autore dell’assassinio di Chiara Poggi: mercoledì 6 maggio 2026 è stato convocato per un nuovo interrogatorio, la notifica è arrivata ieri, mercoledì 29 aprile 2026, ai suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti.

Sempio convocato in Procura mercoledì 6 maggio

Insomma, si procede a tappe verso un nuovo processo per il delitto di Garlasco, anche se ancora mancano la richiesta di rinvio a giudizio e soprattutto la decisione del gup se accettarla o meno.

Nel frattempo la Procura generale di Milano impiegherà qualche mese per valutare se aprire o meno una revisione della condanna di Stasi, che ha già scontato gran parte della condanna a 16 anni inflittagli nel 2015.

sempio poggi stasi
Alberto Stasi, Chiara Poggi, Andrea Sempio

E c’è grande attesa per scoprire quali carte in mano ha il pool di Fabio Napoleone. E’ già trascorso oltre un anno di processo mediatico, eppure la “pistola fumante” a carico di Sempio ancora non c’è.

Dai resti della colazione sono emersi i soli DNA di Chiara e Alberto, “ignoto 3” era un fake, “ignoto 2” ancora non si sa chi sia… c’è un DNA patrilineare di Sempio sulle unghie che sarebbe quanto meno complicato far valere come prova in aula… Insomma, un quadro indiziario tutt’altro che granitico.

L’impronta 33 è uno specchietto per le allodole

Ma che la Procura abbia un asso (o più) nella manica, è più di una sensazione, per come sono andate le cose fin qui. Sempre attraverso il Tg1, le indiscrezioni filtrate sinora sono state centellinate con cura dei tempi e dei modi. E forse non è un caso che la prima “bomba” sia stata l’impronta 33.

Ricordate la scorsa primavera quando in Procura vennero convocati in contemporanea per un “confronto all’americana” sia Sempio che Stasi che Marco Poggi in una sede distaccata in Veneto? Sempio non si presentò sfruttando un cavillo procedurale, in serata il Tg1 diede per la prima volta notizia dell’impronta 33, che la Procura attribuisce a Sempio sulla base di 15 minuzie (secondo i consulenti dell’indagato e quelli della famiglia Poggi sarebbero invece molte meno).

Ricostruzione scala

Ma a nostro avviso quello potrebbe essere stato un colpo a salve, una carta in realtà minore giocata giusto per mettere sul chi va là l’avversario, sapendo di averne in serbo di migliori. Del resto le prime foto del muro delle scale della cantina di via Pascoli sono chiare: la parete è immacolata, mentre sappiamo che l’assassino aveva le mani insanguinate, perché ha lasciato le sue impronte sul pigiama della vittima. E poi è assodato che di un’impronta puoi dire il dove e il come non puoi stabilire il quando.

Fra 33 e DNA, sarebbe un processo in salita: la Procura deve per forza avere in mano qualcos’altro.

Tornando invece a Stasi, difficile capire in soldoni anche quali certezze per la Procura lo facciano uscire dalla scena del delitto. D’accordo, il ragionamento è soprattutto sulle tempistiche (già erano “tiratissimi” i 23 minuti dalle 9.12 alle 9.35), ma riformulare una diversa ora della morte sulla base di risultanze di 18 anni prima sembra una conclusione impegnativa… E poi si dovrebbe comunque spiegare com’è che Stasi (in veste di “scopritore”) ha raccontato d’aver corso per tutte le stanze di una casa piana di sangue, alla ricerca della fidanzata poi trovata esanime in fondo alle scale, senza minimamente sporcarsi le scarpe. Torniamo sempre lì.