Ha picchiato la compagna 19enne incinta in pieno centro a Pavia, fuggendo subito dopo e facendo perdere le proprie tracce. La giovane è stata trasportata al Policlinico San Matteo, mentre la Polizia è ora impegnata nelle ricerche dell’aggressore.
Incinta al nono mese picchiata dal compagno
Un uomo, nel tardo pomeriggio di lunedì (27 aprile 2026), ha trasformato viale Partigiani a Pavia nel teatro di un’aggressione brutale. Una ragazza di soli 19 anni, in stato di gravidanza avanzata (al nono mese), è stata colpita ripetutamente dal compagno al culmine di una lite, finendo in ospedale mentre l’aggressore riusciva a dileguarsi tra le vie del centro.
L’aggressione davanti ai passanti
Tutto è iniziato intorno alle 17:00. In una delle arterie più frequentate di Pavia, la coppia ha iniziato a discutere animatamente. Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti: l’uomo ha scagliato la propria violenza contro la giovane incurante delle sue condizioni fisiche e della presenza di numerosi cittadini. Dopo aver lasciato la 19enne a terra, l’aggressore è fuggito a piedi, sfruttando la confusione del momento per far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Trasportata in ospedale
Immediata è scattata la solidarietà dei presenti. Alcuni passanti si sono fermati per prestare i primi soccorsi alla vittima, visibilmente sotto shock, e allertare il 118. In pochi minuti sono giunte sul posto due volanti della Polizia di Stato e un’ambulanza. La giovane è stata trasportata in codice giallo al Policlinico San Matteo: sebbene non sia in pericolo di vita, i medici stanno effettuando monitoraggi costanti per garantire la sicurezza del feto, dato lo stato di gravidanza inoltrata.
Si cerca l’aggressore
Gli agenti della Questura hanno passato la serata a raccogliere le testimonianze di chi ha assistito alla scena e a visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. La posizione dell’uomo è ora al vaglio degli inquirenti, che contano di riuscire ad identificarlo in breve tempo. Fondamentale sarà la deposizione della vittima, non appena le sue condizioni psicofisiche permetteranno un colloquio sereno con gli investigatori, per chiarire i contorni di quanto accaduto.