L'EPILOGO

Si lanciò nel Ticino a Pavia a fine febbraio, il corpo del 37enne ritrovato nel fiume Po

Si tratta di Alejandro Villafiana Juan Andress: decisivo nel riconoscimento l'esame del DNA e la collaborazione dei familiari

Si lanciò nel Ticino a Pavia a fine febbraio, il corpo del 37enne ritrovato nel fiume Po

E’ stato identificato il corpo rinvenuto nel Po: si tratta di Alejandro Villafiana Juan Andress, il 37enne scomparso nel Ticino a Pavia lo scorso mese di febbraio. La conferma è arrivata tramite l’esame del DNA, permettendo finalmente la restituzione della salma ai familiari.

Identificato il corpo ritrovato nel fiume Po

Quel corpo restituito dalle acque del Po alcune settimane fa appartiene ad Alejandro Villafiana Juan Andress, cittadino dominicano residente a Pavia, di cui si erano perse le tracce nella fredda serata del 25 febbraio scorso. Dopo giorni di incertezza, il complesso puzzle investigativo si è ricomposto.

La svolta nelle indagini

L’identificazione ufficiale è arrivata grazie a un meticoloso lavoro di squadra coordinato dai Carabinieri di Monticelli d’Ongina (PC). A dare la svolta decisiva sono stati gli stessi familiari della vittima: dopo aver letto le notizie del ritrovamento sugli organi di stampa, si sono presentati spontaneamente ai militari per offrire il proprio contributo. La comparazione genetica (DNA), effettuata tramite prelievo biologico, ha confermato ciò che i sospetti iniziali suggerivano, dando la certezza scientifica necessaria per chiudere il caso.

La tragica notte

Il raccordo investigativo tra i Carabinieri e la Questura di Pavia ha permesso di collegare il ritrovamento nel “Grande Fiume” con un episodio specifico avvenuto a fine febbraio. Secondo i riscontri raccolti, il 37enne corrisponde alla persona che si era lanciata nelle acque del Ticino a Pavia, venendo poi trascinata dalla corrente per chilometri fino al punto del recupero. Un gesto estremo che ha dato il via a una ricerca silenziosa, conclusasi solo con l’approdo dei resti sulle sponde piacentine.

L’operazione condotta dalla stazione Carabinieri di Monticelli d’Ongina non ha richiesto solo rigore tecnico, ma anche una profonda sensibilità umana nel gestire il rapporto con i parenti del 37enne. Con il riconoscimento formale e il nulla osta dell’autorità giudiziaria, la salma è stata restituita alla famiglia. Oltre alla cronaca di un decesso, resta il conforto – seppur amaro – di aver dato un’identità alla vittima, permettendo ai suoi cari di celebrare l’ultimo saluto.