Di “Ignoto 2” abbiamo parlato già anche di recente. Si tratta del profilo genetico sconosciuto individuato insieme a quello compatibile con la linea genetica di Andrea Sempio (in copertina sulla destra nella foto di classe con anche Marco Poggi mostrata a Quarto Grado).
Un profilo (aplotipo Y maschile su 11 loci) integro e comparabile, ma non s’è capito di chi sia, da qui la definizione “Ignoto 2” (mentre “Ignoto 3“, lo ricorderete, era un altro profilo genetico individuato su un tampone autoptico effettuato nel cavo orale di Chiara Poggi, ma poi risultato derivante dalla contaminazione con un altro cadavere nello stesso obitorio).
Ma è davvero attribuibile il profilo di “Ignoto 2”? Era veritiero lo “scoop” televisivo secondo cui sarebbe stato individuato e apparterrebbe a un “nome clamoroso”?
No, almeno, non fino in fondo, perché siamo nello stesso campo della “traccia Sempio”: anche in questo caso è solo possibile stabilire una comparazione con una linea famigliare paterna.
Di sicuro una cosa però si sa: la comparazione è esclusa con le linee paterne di Stasi, Sempio, dei Poggi e di tutti gli altri frequentatori della casa.
“Ignoto 2” e le indagini nel mondo della scuola
Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo alla fine del luglio scorso, quando si diffuse la notizia che gli inquirenti stavano indagando tra gli ex compagni di scuola di Andrea Sempio.
Una foto di classe del 2005/2006 e i registri scolastici dell’Ipsia di Sannazzaro de’ Burgondi erano allora al centro delle nuove indagini.

Le cronache estive parlavano di accertamenti in relazione alla caccia a “Ignoto 3”, perché allora non s’era ancora scoperto che quel profilo era un clamoroso “fake” da contaminazione autoptica, giunto da un cadavere vicino.
Tuttavia nulla vieta di supporre che gli investigatori coordinati dalla Procura di Pavia abbiano messo a frutto gli sforzi investigativi, scavando nel passato di Sempio risalente agli anni della scuola superiore, anche per stringere il cerchio attorno a “Ignoto 2”.
Lo ricordiamo, i carabinieri avevano acquisito i registri scolastici relativi all’anno 2005/2006 alla sede centrale dell’istituto, situata a Voghera con l’obiettivo di identificare tutti gli ex compagni di classe di Sempio, anche se non sappiamo se e a chi era poi giunta richiesta di prelievo del Dna.
Una pista comunque instabile
Nella granitica impermeabilità del pool guidato da Fabio Napoleone possiamo provare a vederci qualsiasi cosa. Tutto è possibile.
Certo andare a cercare “Ignoto 2” fra i compagni di Sempio sarebbe un salto ultra-carpiato.
Significherebbe postulare non solo che Sempio è il colpevole – conclusione al momento ben lontana da qualsiasi “ragionevole dubbio” – ma che è anche stato aiutato da un altro giovane complice, scenario anche quello al momento non suffragato da alcuna conferma.
Ipotesi impegnativa, anche solo rimanendo nel campo dei dubbi su “Ignoto 2”.
Perché in primis non è possibile individuare nulla, se non una compatibilità statistica con una linea genetica paterna.
E poi – lo ricordiamo e non è secondario – è anche impossibile stabilire se il DNA di “Ignoto 2” appartenga a qualcuno che sia effettivamente entrato in contatto con Chiara Poggi quel maledetto 13 agosto del 2007.
Semmai, lo avevamo già sottolineato, l’importanza di “Ignoto 2” potrebbe essere un’altra.
Se gli investigatori fossero riusciti a stabilire che quella traccia genetica fa riferimento, ad esempio, alla linea paterna di un idraulico o un elettricista che aveva svolto lavori in casa Poggi, sarebbe stato un elemento importante.
Non tanto per individuare un possibile assassino, ma per confermare un altro fatto, questa volta a favore di Andrea Sempio, e cioè la presenza di una “contaminazione” accidentale. Tradotto: se sulle unghie c’è finito il DNA di qualcuno che non c’entra nulla, allo stesso modo c’è finito il DNA di Sempio (frequentatore della casa) per una casualità che non c’entra nulla col delitto.