Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, lascia la professione forense a causa di minacce e si candida a sindaco di Vigevano. Una decisione che ha suscitato polemiche riguardo le motivazioni dietro questo cambio di carriera.
Massimo Lovati si candida a Sindaco di Vigevano
Massimo Lovati, l’avvocato che per lungo tempo ha legato il suo nome alla difesa di Andrea Sempio nell’infinito giallo del delitto di Garlasco, ha deciso di dire addio all’avvocatura. La notizia, che ha il sapore del colpo di scena, non riguarda però un semplice ritiro a vita privata: Lovati è pronto a scendere in campo per diventare il prossimo primo cittadino di Vigevano.
“Vuole rilasciare la toga”
A confermare l’indiscrezione, durante una concitata diretta televisiva a Mattino Cinque, è stato il suo legale, l’avvocato Fabrizio Gallo. Secondo quanto riferito, la scelta di Lovati sarebbe maturata in un clima di forte tensione. “Vuole rilasciare la toga”, ha spiegato Gallo, sottolineando come la pressione mediatica e le recenti intimidazioni abbiano pesato sulla decisione. Nonostante l’amore per la professione, Lovati avrebbe scelto di fare un passo indietro per proteggere se stesso e dedicarsi anima e corpo alla sua città.
Le minacce
Dietro l’abbandono dello studio legale ci sarebbe un inquietante scenario di minacce. Stando alle rivelazioni di Gallo, Lovati sarebbe finito nel mirino di ignoti dopo alcune dichiarazioni rilasciate in merito alle ferite sul volto di Chiara Poggi. Lovati aveva parlato pubblicamente di alcune ferite sulle palpebre di Chiara Poggi, ipotizzando che potessero indicare che la vittima non dovesse vedere qualcosa.
“Dalle sue analisi sulle palpebre della vittima, sono iniziate telefonate anonime“, ha dichiarato Gallo.
Il contenuto delle chiamate sarebbe stato esplicito e brutale: un avvertimento a non parlare più in TV per evitare di fare “la fine di David Rossi”, il manager di MPS morto in circostanze mai del tutto chiarite. Un parallelo che ha spinto il legale verso la decisione di cambiare radicalmente vita.
“Un sogno in Comune”
La discesa in campo politico, annunciata con lo slogan “Un sogno in comune”, non è però passata inosservata e ha sollevato un polverone di dubbi. Se da un lato c’è chi esprime solidarietà per le minacce ricevute, dall’altro c’è chi legge in questa mossa una strategia comunicativa.

Durante il dibattito televisivo, la giornalista Alessandra Viero ha sollevato dubbi sulla tempistica della candidatura: “Fa un passo indietro per le minacce, ma un triplo carpiato in avanti candidandosi a sindaco. Non è che voglia monetizzare la visibilità ottenuta con il caso Garlasco?”.
Un’accusa rispedita al mittente da Gallo, che ha difeso la buona fede del suo assistito puntando sulla natura del servizio civile e sul prestigio che Lovati già godeva come professionista.
“Quanto guadagna un sindaco rispetto a un avvocato con la sua visibilità?”, ha replicato Gallo.
Viero ha ribadito che la questione non riguarda i soldi, ma la notorietà: “Prima del caso Garlasco, chi lo conosceva?”
Con questa candidatura, Massimo Lovati sembra voler voltare pagina, passando da una vita professionale segnata da casi giudiziari complessi a un impegno diretto nella politica locale. La sua scelta rappresenta un momento di svolta non solo personale, ma anche per la città di Vigevano, che ora si prepara a una campagna elettorale con un candidato dal passato controverso ma determinato a costruire un nuovo futuro.