POLITICA

A Pavia il minuto di silenzio in memoria di Umberto Bossi si trasforma in scontro politico

La commemorazione in consiglio comunale accende tensioni tra maggioranza e opposizione

A Pavia il minuto di silenzio in memoria di Umberto Bossi si trasforma in scontro politico

Il minuto di silenzio per Umberto Bossi (foto di copertina: Wikimedia) a Pavia ha provocato un acceso scontro politico, con la maggioranza che ha abbandonato l’aula e l’opposizione che ha condannato il gesto come mancanza di rispetto. La vicenda riflette le profonde divisioni ideologiche tra centrodestra e centrosinistra.

Il minuto di silenzio per Bossi a Pavia

Lunedì 30 marzo 2026, durante la seduta del consiglio comunale di Pavia, il minuto di silenzio in memoria di Umberto Bossi ha scatenato un acceso confronto politico. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di raccoglimento e rispetto si è trasformato in una protesta silenziosa ma significativa: diverse forze politiche della maggioranza hanno deciso di abbandonare l’aula proprio nel corso della commemorazione, suscitando la dura reazione dell’opposizione.

La protesta della maggioranza

Il gesto di uscire dall’aula è stato motivato da una forte contrarietà verso la figura politica di Bossi. Luca Testoni, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra, ha spiegato la posizione del suo gruppo:

“Condividiamo il cordoglio umano ma non quello politico per ciò che Bossi ha rappresentato per decenni”.

Oltre ad Alleanza Verdi e Sinistra, anche il Movimento 5 Stelle, la lista civica Pavia a Colori e il consigliere comunale del Pd Cosimo Lacava hanno aderito all’abbandono dell’aula durante il minuto di silenzio.

“Mancanza di rispetto”

Dal fronte opposto, il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, ha duramente criticato l’atteggiamento della sinistra:

“Non partecipare alla commemorazione di una persona che non c’è più, celebrata all’interno di un luogo istituzionale, è una grave mancanza di rispetto oltre che un gesto di cattivo gusto. Gli esponenti di centrosinistra che sono usciti dall’Aula del Consiglio regionale lombardo e del Consiglio comunale a Pavia, nel momento in cui si ricordava la scomparsa di Umberto Bossi, dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa per la loro maleducazione. Si possono avere idee diverse, si può discutere quando si è in vita, ma davanti alla morte chiunque dovrebbe mostrare un minimo di riguardo nei confronti di una persona che ha segnato la vita politica della Lombardia e di tutto il Paese e ha favorito la partecipazione democratica di tanti cittadini”.

“Solo un razzista”

Non è la prima volta che il ricordo di Umberto Bossi genera polemiche. Solo pochi giorni prima, a Milano, la sinistra aveva contestato il minuto di silenzio definendo Bossi “solo un razzista”, innescando un acceso dibattito. Anche in quella occasione, il centrodestra aveva condannato con fermezza l’atteggiamento degli esponenti di sinistra, sottolineando come il rispetto per la memoria di una figura politica debba prevalere sulle divergenze ideologiche.