Accanto al capitano Ravera, hanno contribuito all’organizzazione la dirigente scolastica Laura Pavesi e la referente per bullismo e cyberbullismo, Chiara Milan.
Carabinieri al Cardano di Pavia
Promuovere il rispetto delle regole non è solo teoria, ma un percorso concreto che prende forma tra i banchi. È questo lo spirito dell’iniziativa sulla “Cultura della legalità” che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto G. Cardano di Pavia, grazie alla collaborazione tra la scuola e l’Arma dei Carabinieri.
Nelle giornate del 18 e 25 marzo, il capitano Adriano Ravera, comandante del Nucleo Operativo Radiomobile locale, ha incontrato centinaia di studenti per affrontare temi fondamentali come responsabilità, diritti e doveri.
Un confronto diretto con 400 studenti
L’incontro, ospitato nell’Aula Magna dell’istituto, ha visto la partecipazione di 16 classi seconde, per un totale di circa 400 ragazzi e ragazze insieme ai loro docenti. Non si è trattato di una semplice lezione frontale: il dialogo è stato al centro della mattinata, con domande, curiosità e riflessioni che hanno reso il confronto dinamico e coinvolgente.
Accanto al capitano Ravera, hanno contribuito all’organizzazione la dirigente scolastica Laura Pavesi e la referente per bullismo e cyberbullismo, Chiara Milan, sottolineando l’importanza di un approccio condiviso tra istituzioni e scuola. Uno dei momenti chiave dell’incontro è stato l’approfondimento sul nuovo Decreto Sicurezza 2026.
Il quadro illustrato agli studenti ha chiarito come la sicurezza non sia un concetto astratto, ma un insieme di regole concrete che coinvolgono tutti: istituzioni, famiglie e giovani. Particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dei minori e alla responsabilità individuale.
La scuola come laboratorio di legalità
L’obiettivo principale dell’iniziativa è stato quello di far capire ai ragazzi che ogni comportamento ha conseguenze, non solo morali ma anche giuridiche. La legge, infatti, non serve soltanto a punire, ma soprattutto a prevenire situazioni di rischio e a proteggere le persone. In questo senso, conoscere le regole diventa uno strumento di libertà e non un limite.
Eventi come questo dimostrano quanto la scuola sia un luogo strategico per costruire una cultura della sicurezza duratura. È tra i giovani che possono nascere comportamenti responsabili e una visione più consapevole della società. Quando la legalità viene interiorizzata, smette di essere un obbligo imposto dall’alto e diventa una scelta condivisa.