Un 40enne è stato denunciato a Mortara dopo essere sceso da un treno impugnando un coltello di 31 centimetri. L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di disarmare l’uomo e sequestrare l’arma senza nessuna conseguenza.
Paura in stazione a Mortara
Poteva trasformarsi in una serata tragica, ma la prontezza del personale di vigilanza e l’immediato intervento dei Carabinieri hanno evitato il peggio. Poco dopo la mezzanotte, la banchina della stazione di Mortara è diventata teatro di un grave episodio: un uomo è stato visto scendere dal convoglio diretto a Milano stringendo tra le mani un coltello di notevoli dimensioni, seminando il panico tra i presenti.
L’arrivo dei Carabinieri
La segnalazione è scattata immediatamente quando gli addetti alla sicurezza dello scalo ferroviario hanno notato la figura di A.M., classe 1986, muoversi con fare sospetto e armato. Una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Mortara, già impegnata nel controllo del territorio, è giunta sul posto in pochi istanti.
I militari si sono trovati di fronte a un uomo in evidente stato confusionale, barcollante e poco lucido, condizioni quasi certamente dettate da un eccessivo abuso di bevande alcoliche. Con estrema cautela e professionalità, i carabinieri sono riusciti a isolare il soggetto e a disarmarlo prima che la situazione potesse degenerare.
Arma sequestrata
L’oggetto che l’uomo impugnava non era un semplice utensile, ma un coltello della lunghezza complessiva di 31 centimetri, dotato di una lama affilata di 15 centimetri. L’arma è stata immediatamente posta sotto sequestro e verrà depositata presso l’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Pavia.
I Carabinieri hanno confermato che non sono state rivolte minacce dirette ai passanti, né si sono registrati feriti o danni a cose durante le operazioni di messa in sicurezza.
Rifiuta il trasporto in ospedale
Sul posto è stato richiesto anche l’intervento dei sanitari del 118 per valutare lo stato psico-fisico del 40enne. Tuttavia, il 40enne ha rifiutato categoricamente il trasporto in ospedale per accertamenti.
Per il soggetto, già noto alle forze dell’ordine per precedenti, è scattata la denuncia a piede libero. Dovrà ora rispondere del reato di porto di armi o oggetti atti ad offendere, ai sensi dell’articolo 4 della Legge 110/75.