La Commissione Europea ha approvato il declassamento delle restrizioni per la Peste Suina in Lombardia: in provincia di Pavia, 77 comuni tornano “zona libera”, mentre 56 restano in regime di sorveglianza speciale in Oltrepò. Il risultato premia l’efficacia del modello di biosicurezza regionale, consentendo una significativa ripartenza economica per gran parte della filiera suinicola del territorio pavese.
Peste Suina Africana
Non è ancora una liberazione totale, ma è certamente il segnale di una svolta attesa da mesi. La nebbia della Peste Suina Africana (PSA) inizia a diradarsi sulle campagne pavesi, restituendo certezze a gran parte del territorio. Mentre la provincia di Milano festeggia il ritorno alla normalità e quella di Lodi vede quasi azzerate le restrizioni, la provincia di Pavia – cuore della crisi epidemiologica degli scorsi mesi – incassa un risultato che divide la mappa in tre colori, ma che certifica soprattutto l’efficacia del “pugno di ferro” applicato sulla biosicurezza.
La nuova mappa del Pavese
Il voto della Commissione Europea, annunciato con soddisfazione dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Alessandro Beduschi (Agricoltura), ridisegna profondamente i confini delle zone rosse. Per Pavia, i numeri parlano chiaro: dei 186 comuni che erano finiti nel mirino delle restrizioni, ben 77 vengono dichiarati ufficialmente “zona libera”. Si tratta di una boccata d’ossigeno vitale per le aziende agricole e gli allevamenti di queste aree, che potranno finalmente tornare a operare senza i vincoli pesanti imposti dall’emergenza sanitaria.
Oltrepò, il presidio resta alto
Se una parte della provincia sorride, un’altra deve ancora mantenere alta la guardia. La storia epidemiologica di Pavia è stata la più complessa della regione e questo si riflette nel nuovo assetto: 53 comuni passano in “Zona di Restrizione 1” (un regime di sorveglianza meno rigido), ma per 56 centri dell’Oltrepò Pavese rimane confermata la “Zona di Restrizione 2”. In quest’area, il monitoraggio della fauna selvatica – in particolare dei cinghiali – ha evidenziato criticità che non permettono ancora un allentamento delle misure. Qui, il livello di sorveglianza resterà avanzato per proteggere la filiera suinicola locale ed evitare nuovi focolai.
Il “Modello Lombardia”
Secondo Bertolaso e Beduschi, questo declassamento non è un colpo di fortuna, ma il frutto di una strategia integrata.
“L’esito positivo riflette la qualità della sorveglianza e l’innalzamento degli standard di biosicurezza negli allevamenti”, hanno dichiarato i due assessori.
Il risultato è stato ottenuto grazie a una “task force” che ha visto collaborare veterinari, forze dell’ordine, cacciatori e amministrazioni locali sotto il coordinamento del Commissario straordinario Giovanni Filippini e del sub-commissario lombardo Mario Chiari.
Verso la normalizzazione
Il nuovo assetto territoriale sarà formalizzato nei prossimi giorni con la pubblicazione del regolamento europeo. Per la provincia di Pavia, questo significa l’inizio di una fase di transizione: se da un lato il ritorno alla “zona libera” per 77 comuni riapre mercati e semplifica la logistica, dall’altro la permanenza delle restrizioni in Oltrepò ricorda che la battaglia contro la PSA non è ancora vinta definitivamente. La parola d’ordine resta “prudenza”, per evitare che i sacrifici fatti finora dai veterinari delle ATS e dagli operatori della filiera vengano vanificati.