ECONOMIA

Export Pavia: +2% nel 2025, volano farmaceutica e mercato spagnolo

Nonostante la dipendenza dalle importazioni e le incertezze globali, la provincia si conferma sesta nel ranking lombardo per dinamismo commerciale

Export Pavia: +2% nel 2025, volano farmaceutica e mercato spagnolo

Le esportazioni della provincia di Pavia nel 2025 sono cresciute del 2%, raggiungendo 5,5 miliardi di euro, con incrementi in settori chiave come farmaceutica e mezzi di trasporto. Tuttavia, le importazioni, superiori a 11 miliardi, mantengono un saldo commerciale negativo di circa -5,5 miliardi di euro.

Export 2025

Le esportazioni italiane, secondo i dati Istat, nel 2025 registrano una crescita complessiva in valore del +3,3% rispetto all’anno precedente. Questo risultato nazionale, pur in un contesto di flessione congiunturale nel quarto trimestre, è la sintesi di dinamiche territoriali eterogenee. Il Nord-ovest chiude l’anno con un incremento tendenziale del +2,3%, movimentando volumi per oltre 239 miliardi di euro, mitigando la lieve flessione (-0,5%) registrata nell’ultima parte dell’anno.

In Lombardia +0,8%

All’interno di questa macroarea, la Lombardia consolida la propria tenuta segnando una variazione congiunturale positiva dello 0,8%. Il sistema produttivo lombardo ha giocato un ruolo cruciale nel sostenere l’export nazionale, in particolare grazie al forte aumento delle vendite di articoli farmaceutici e chimico-medicinali.

A livello territoriale emergono tuttavia andamenti fortemente polarizzati: se Varese si posiziona tra i principali traini nazionali per le vendite sui mercati esteri, Milano figura tra le province italiane con gli apporti negativi più ampi. È all’interno di questa complessa cornice macroeconomica regionale e nazionale che si inseriscono le specifiche dinamiche del nostro interscambio locale.

L’analisi delle dinamiche dell’interscambio commerciale per l’anno 2025, curata dal Servizio Promozione e Informazione Economica, evidenzia un quadro di generale consolidamento per il territorio di competenza della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia. A livello aggregato, le esportazioni dell’area vasta registrano una crescita tendenziale del +3,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un volume complessivo di circa 19,8 miliardi di euro.

Parallelamente, si osserva un incremento fisiologico anche sul fronte delle importazioni (+2,7%), che si attestano a 25,15 miliardi di euro. Tale dinamica determina un saldo della bilancia commerciale di segno negativo, pari a -5,37 miliardi di euro. Scendendo nel dettaglio provinciale, il sistema produttivo locale dimostra una notevole resilienza, con tutti e tre i bacini territoriali che chiudono l’esercizio con variazioni tendenziali positive. Mantova si conferma il traino dell’aggregato con un brillante +6,4%, performance che le vale il quarto posto su scala regionale. Seguono Pavia (sesta a livello lombardo) e Cremona (nona), entrambe protagoniste di una ripresa misurata ma costante.

Questi risultati assumono ulteriore rilevanza strategica se inseriti nel più ampio scenario lombardo. Nonostante le flessioni registrate in province di peso come Milano, Lodi e Como, la media dell’export regionale si assesta saldamente in territorio positivo (+1,8%): un risultato di tenuta complessiva a cui il polo produttivo di Cremona-Mantova-Pavia ha contribuito in maniera determinante.

“I dati relativi all’intero anno 2025 confermano la tenuta complessiva delle esportazioni, nonostante l’attuale quadro macroeconomico globale complesso, segnato da incertezze geopolitiche e da difficoltà economiche globali” – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Gian Domenico Auricchio – “A livello territoriale, Mantova, Cremona e Pavia consolidano le proprie posizioni internazionali con una crescita trasversale delle esportazioni. Mentre Mantova si distingue per il maggior dinamismo e un solido avanzo, Pavia e Cremona registrano riprese dell’export più contenute, scontando una perdurante dipendenza strutturale dalle importazioni. L’incertezza internazionale continua a pesare sul commercio, con volatilità dei tassi di cambio e possibili ripercussioni dovute alle nuove escalation geopolitiche. In questo scenario, le imprese dovranno confermare l’impegno in innovazione, diversificazione dei mercati e miglioramento dell’efficienza, strumenti fondamentali per affrontare un panorama internazionale sempre più imprevedibile. È inoltre essenziale che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con misure stabili e mirate, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e di consentire loro di competere efficacemente sui mercati globali”.

Gian Domenico Auricchio

I dati in provincia di Pavia

L’interscambio commerciale della provincia di Pavia chiude il 2025 registrando un andamento tendenzialmente stabile, caratterizzato da lievi incrementi sia sul fronte delle vendite all’estero che degli approvvigionamenti. Al 31 dicembre 2025, le esportazioni pavesi hanno raggiunto i 5,5 miliardi di euro, segnando un aumento del +2% rispetto all’anno precedente.

Le importazioni si confermano su volumi decisamente superiori, attestandosi a 11 miliardi di euro, con una variazione positiva del +0,9% sul 2024. Questo divario fisiologico mantiene il saldo commerciale in territorio ampiamente negativo, quantificabile in circa -5,5 miliardi di euro.

I comparti merceologici

L’analisi dei singoli comparti merceologici restituisce un quadro eterogeneo per le esportazioni provinciali. Si evidenziano variazioni positive per alcuni settori di peso, tra cui gli articoli farmaceutici e chimico-medicinali (+7,8%), le sostanze e prodotti chimici (+2,7%) e i prodotti alimentari (+2%). Da segnalare anche gli incrementi percentuali rilevanti dei mezzi di trasporto (+30,1%) e dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+43,6%), oltre a tenute più lievi per legno e carta (+2,9%), apparecchi elettrici (+1,7%) e i prodotti del sistema moda (+0,9%).Risultano invece in contrazione le vendite oltre confine di coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,9%), prodotti in metallo (-9,7%), macchinari (-5,3%), articoli in gomma e materie plastiche (-2,9%) e apparecchi elettronici e ottici (-0,9%)

Importazioni ed esportazioni

Per quanto riguarda le importazioni, gli aumenti più significativi hanno interessato i prodotti farmaceutici, chimico-medicale e botanici (+103,8%), i derivati della raffinazione petrolifera (+58,1%), i prodotti per l’agricoltura (+36,1%) e gli apparecchi elettronici e ottici (+27,2%), affiancati da incrementi per legno e carta (+13,3%), apparecchi elettrici (+9,1%), metalli (+8,8%) e macchinari (+5%). Diminuiscono, di contro, gli acquisti di minerali estratti (-19,8%), abbigliamento e tessile (-19,1%), mezzi di trasporto (-12,8%), articoli in gomma e plastica (-8,1%) e alimentari (-3,4%).

Sul fronte geografico, le esportazioni pavesi trovano un riscontro positivo in particolare verso gli Stati Uniti (+18,9%) e la Spagna (+28,1%). Si registra una crescita misurata anche verso il Regno Unito (+12,2%), l’Ungheria (+8,2%), il Belgio (+7,1%), l’Austria (+4,1%) e la Francia (+3,9%). Segno meno, invece, per le esportazioni dirette in mercati comunitari di primo piano come la Germania (-4,3%) e i Paesi Bassi (-9,9%), a cui si aggiungono le flessioni di Grecia (-18,5%), Polonia e Romania.

Il quadro delle importazioni evidenzia un calo degli approvvigionamenti da partner storici come la Germania (-15,6%) e la Francia (-3,7%), oltre a contrazioni fisiologiche da alcuni Paesi fornitori di materie prime (Kazakistan -54,6%, Algeria -34,7%, Libia -8,6%). Crescono, di contro, i flussi in entrata dagli Stati Uniti (+22,3%), dai Paesi Bassi (+20,9%), dall’Azerbaigian (+8%), dalla Spagna (+6%) e dalla Cina (+5,9%), congiuntamente a una forte ripresa dell’import dal Belgio.