Oltre 350 persone hanno partecipato allo screening renale del Policlinico San Matteo a Pavia: il 27,5% ha mostrato anomalie, inclusi giovani sani con proteinuria, evidenziando l’importanza della prevenzione precoce. Lo screening conferma il legame tra diabete, ipertensione e salute renale.
Screening renale 2026: un successo a Pavia
Anche quest’anno la campagna di screening promossa dalla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia in occasione della Giornata Mondiale del Rene ha ottenuto grande partecipazione e attenzione. Il 12 marzo 2026, oltre 350 cittadini si sono sottoposti a controlli che includevano colloquio con specialisti, esame delle urine e misurazione della pressione arteriosa.
“Questi numeri dimostrano quanto sia importante portare la prevenzione direttamente sul territorio“, commenta Teresa Rampino, direttore della SC Nefrologia e Dialisi – Abilitazione al trapianto del Policlinico San Matteo.
Malattie renali silenziose
I risultati dello screening hanno evidenziato criticità significative: il 27,5% dei partecipanti è risultato positivo, con 44 persone indirizzate a un percorso di follow-up nefrologico. Tra i soggetti diabetici, il 40% ha mostrato segni di proteinuria, confermando che il rene è un organo particolarmente vulnerabile in presenza di diabete. Più della metà di questi pazienti è stata quindi avviata a visita nefrologica.
Anche i pazienti ipertesi hanno evidenziato anomalie: il 25,6% (20 su 79) ha mostrato alterazioni all’esame delle urine, sottolineando come l’aumento della pressione sistolica con l’età rappresenti un fattore di rischio rilevante in entrambi i sessi.

Estendere la prevenzione
Uno dei dati più significativi riguarda la popolazione senza fattori di rischio noti: il 10,3% dei soggetti sani ha mostrato positività alla proteinuria, con un’età media di appena 34 anni.
“Questo risultato sottolinea l’importanza di estendere la prevenzione anche alle fasce più giovani e asintomatiche,” spiega la professoressa Rampino. “La scoperta di proteinuria in giovani apparentemente sani dimostra come controlli semplici, ma regolari, possano intercettare precocemente alterazioni che, se trascurate, potrebbero evolvere in patologie renali croniche”.
Secondo Rampino, l’iniziativa conferma il valore della diagnosi precoce nella prevenzione primaria delle malattie renali. Il collegamento tra diabete e salute renale è evidente: la presa in carico da parte di un nefrologo è fondamentale per evitare l’evoluzione della malattia. Inoltre, il monitoraggio regolare della pressione e delle urine resta uno strumento semplice ma essenziale per proteggere la funzionalità renale.
“Ci tengo a ringraziare tutti i medici, gli infermieri, gli studenti, la segreteria della clinica e le associazioni che hanno reso possibile questa giornata”, conclude Rampino, sottolineando come il successo dell’iniziativa dipenda da un lavoro di squadra che coinvolge l’intera comunità sanitaria.